Francesca Michielin presenta Magia Bianca: il racconto track by track del nuovo album

«Magia Bianca», il nuovo album di Francesca Michielin, è qualcosa che non ti aspetti. Uscito da pochi giorni, segna un netto cambio di rotta nella sua carriera. La cantautrice veneta si inoltra in un mondo dove il passato si fonde con il presente, unendo atmosfere medievali a sonorità pop contemporanee. Non è solo un disco, ma un racconto che attinge a simboli di magia, donne anticonformiste e misteri esoterici.

Prima del lancio, Francesca ha acceso la curiosità con due singoli accompagnati da videoclip pieni di suggestioni. E poi, al MI AMI Festival, è arrivata sotto falso nome: Costanza d’Este. Quel nome, carico di storia italiana, ha annunciato un’immersione totale in un universo artistico inedito, pensato come un’esperienza a tutto tondo. Nove tracce, collegate da una narrazione fluida, che oscillano dal dungeon synth a sonorità pop più attuali. Una mossa audace, sostenuta da collaborazioni internazionali di rilievo, che conferma Francesca come una delle artiste più stimolanti del momento.

Streghe, miti e simboli: il concept dietro Magia Bianca

Il disco ruota attorno a storie e figure femminili “altre”, spesso temute o mitizzate, inserite in un’ambientazione fantasy affascinante. Si parla di streghe, lune piene, rituali antichi e leggende popolari. L’idea è mettere in dialogo epoche diverse per raccontare meccanismi sociali ancora vivi, fatti di controllo e accettazione. Il titolo stesso, Magia Bianca, è un richiamo forte al gioco tra luce e oscurità, da cui emergono libertà e diversità che sfidano le regole imposte.

L’apertura è affidata a 1484, anno storico segnato da repressioni e dalla bolla papale che diede il via alla caccia alle streghe. Francesca usa questa data come lente per parlare delle oppressioni sociali, del rischio di omologazione e della forza di chi sceglie di non farsi incasellare. Il passato diventa così specchio per il presente, raccontato con un mix di ironia e drammaticità sulla condizione femminile. L’album gioca tra ombre e leggerezza, sfidando i soliti cliché con uno sguardo dissacrante.

Londra e David Kosten: le influenze che hanno plasmato il suono

Un passaggio fondamentale per il progetto è stato il soggiorno londinese di Francesca, dove ha incontrato David Kosten, produttore noto per aver lavorato con Bat for Lashes. Questa collaborazione ha dato una spinta decisiva al disco, aggiungendo un tocco sonoro raffinato e suggestivo. Tra i richiami al dungeon synth emergono paesaggi digitali e testi che evocano un’atmosfera gotica e antica.

Le nove tracce scorrono senza soluzione di continuità, grazie a transizioni che coinvolgono l’ascoltatore in un’esperienza unica. Sul fronte vocale, spiccano Angelica, Patrizia Laquidara e Veronica Lucchesi, che portano sfumature diverse, dal canto evocativo alla forza espressiva del pop contemporaneo. Un momento particolare arriva con Strega Comanda, featuring Caparezza, che regala al brano un linguaggio ironico e intelligente.

I pezzi chiave e i temi al centro del racconto

Una donna non può apre il disco intrecciando libertà femminile, magia e stregoneria. Con riferimenti a rituali e simboli medievali, Francesca mette a nudo i doppi standard e le restrizioni sociali ancora presenti oggi. La figura della strega diventa emblema di autonomia e ribellione, ripresa in chiave moderna e tagliente.

Feral Girl è un altro momento forte, una rivendicazione dell’identità femminile nella sua complessità, lontana dagli stereotipi di perfezione. Qui l’energia ribelle si trasforma in forza liberatoria. Strega Comanda, nato per il Pride Month, celebra autenticità e diversità: la strega diventa simbolo di un’identità plurale che occupa il proprio spazio con orgoglio. Il ritmo vivace sottolinea il legame stretto tra messaggio e musica.

Nella seconda parte del disco si entra nel folklore con Litha e Solstizio d’Estate, che rievocano riti pagani legati alla notte di San Giovanni, tra falò e desideri affidati alla luna. È un momento di equilibrio tra sacro e profano, dove emergono amore e vulnerabilità. Il canto delle Anguane dipinge un’immagine sfuggente di creatura acquatica femminile, sospesa tra fiaba e mistero, con la partecipazione vocale di Patrizia Laquidara.

Magia Bianca, Magia Nera: lo scontro tra opposti

La traccia che dà il titolo al disco mette in scena il conflitto tra luce e ombra, unendo canto gregoriano e dissonanze. Qui si parla di identità, di chi si è e di cosa si vuole evitare di diventare. Le tensioni emotive diventano palpabili, trasformando il racconto in qualcosa di universale e aperto a diverse interpretazioni.

Nel complesso, l’album è un invito a uscire dalle rigidità sociali, a trovare nella fantasia uno spazio di libertà. L’ambientazione medievale, paradossalmente, si trasforma in un linguaggio simbolico per affrontare temi attuali, parlando a fan di dark fantasy e pop.

Non solo musica: Francesca Michielin e il fumetto

Il lavoro di Francesca va oltre la musica. Nel 2024 è atteso il suo debutto nel mondo del fumetto con Supergirl: Il mondo, una raccolta internazionale di storie sulla supereroina d’acciaio. Per l’edizione italiana, pubblicata da Panini Comics, ha scritto il soggetto di una storia sceneggiata da Irene Marchesini e illustrata da Federica Croci. Un passo in più che lega il suo percorso alla narrazione visiva e a una cultura pop ampia e variegata.

Intanto, Magia Bianca conferma il posto di Francesca Michielin come una delle voci più originali della musica italiana. Un progetto che unisce rigore e ricerca, con la voglia di raccontare storie capaci di scuotere le abitudini e stimolare riflessioni profonde.

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