Manca poco al 6 maggio, data in cui gli Studi di Cinecittà a Roma si vestiranno di luce per la 71ª edizione dei David di Donatello. Non sarà una semplice serata di premiazioni: con Flavio Insinna e Bianca Balti al timone, il cinema italiano si presenta più vivace e sorprendente che mai. Tra nomi come Sorrentino e Soldini, si sente il respiro di una stagione in fermento, dove storie e volti nuovi cercano di raccontare un’Italia complessa, in continua trasformazione. Le città di pianura, in testa alle nomination, sembrano incarnare proprio questo spirito di cambiamento.
Non lasciatevi ingannare dalla consueta routine di un premio: dietro c’è un fermento che non si vede spesso. La 71ª edizione chiude una stagione ricca, con oltre cento film in gara, cento documentari e una nutrita schiera di corti. Numeri che parlano chiaro: il cinema italiano è vivo, variegato, con ambizioni che spaziano dall’arte al mercato. In mezzo a tutto questo, si afferma una doppia tensione: da una parte c’è la voglia di affermare un’identità culturale forte, anche fuori dai confini; dall’altra, la spinta a sperimentare nuovi modi di raccontare e raggiungere il pubblico.
Il risultato è un panorama dove si sente l’urgenza di raccontare il presente con occhi freschi e originali. Le candidature di quest’anno mettono in mostra proprio questo equilibrio: tradizione e innovazione che camminano insieme, in un cinema pronto a mettersi in gioco.
In cima alla lista dei favoriti c’è “Le città di pianura” di Francesco Sossai, che conquista ben 16 candidature. Un risultato che parla chiaro: il film è apprezzato a tutto tondo, dalla regia alla sceneggiatura, dalle interpretazioni alle scenografie. Quattro attori – Sergio Romano, Filippo Scotti, Pierpaolo Capovilla e Roberto Citran – sono in lizza per i loro ruoli, a conferma della forza dei personaggi e della qualità del lavoro attoriale.
Anche il reparto tecnico riceve grandi riconoscimenti, segno di una cura minuziosa in ogni dettaglio. Sossai ha saputo mettere insieme sensibilità narrativa e potenza visiva, regalando un’opera che parla al presente con rigore e passione.
Subito dietro “Le città di pianura” si colloca “La grazia” di Paolo Sorrentino, con 14 nomination. Il regista napoletano resta una delle voci più autorevoli del nostro cinema, capace di rinnovarsi senza perdere la propria cifra stilistica. Tra i riconoscimenti spiccano quelli per Toni Servillo, Anna Ferzetti e la sorpresa Milvia Marigliano, che si fa notare come attrice non protagonista.
A poca distanza, “Le assaggiatrici” di Silvio Soldini raccoglie 13 candidature. Il film, ambientato in lingua tedesca, punta su una narrazione più tradizionale ma curata nel dettaglio, con uno sguardo storico che dialoga con il presente. Un esempio della capacità del cinema italiano di aprirsi a orizzonti internazionali mantenendo salde le proprie radici.
Oltre ai grandi nomi, spiccano titoli come “Duse”, “Fuori” e “La città proibita”, ciascuno con otto candidature. Mario Martone con “Fuori” conferma il suo percorso rigoroso e impegnato, con Valeria Golino e Matilda De Angelis tra le protagoniste. Il film si conferma un ponte tra memoria e attualità.
“La città proibita” di Gabriele Mainetti porta in scena un cinema più spettacolare, vicino al genere, ampliando così il ventaglio delle scelte dei David. Un segnale chiaro di interesse verso un cinema che sa contaminare autorialità e intrattenimento.
“Duse”, invece, si muove su un terreno più intimo e biografico, valorizzando la prova di Valeria Bruni Tedeschi e Fausto Russo Alesi, oltre alla cura nella ricostruzione storica.
Nelle categorie attoriali si sfidano veterani e volti freschi. Tra gli uomini, Toni Servillo, Valerio Mastandrea e Claudio Santamaria rappresentano la solidità della scena italiana. Tra le donne, Valeria Bruni Tedeschi, Barbara Ronchi e Valeria Golino si distinguono per doppie nomination, mostrando una stagione ricca di interpretazioni di spessore.
Non mancano anche le presenze di Aurora Quattrocchi, Anna Ferzetti e Tecla Insolia, mentre tra i non protagonisti emergono Vinicio Marchioni, Lino Musella e Silvia D’Amico. Un cast variegato che conferma la scelta dell’Accademia di premiare qualità e versatilità.
Ecco i titoli e i nomi più importanti in gara per i David di Donatello:
### Miglior film
– Cinque secondi
– Fuori
– La grazia
– Le assaggiatrici
– Le città di pianura
### Miglior regia
– Mario Martone
– Gabriele Mainetti
– Paolo Sorrentino
– Silvio Soldini
– Francesco Sossai
### Migliore sceneggiatura originale
– Cinque secondi, di Francesco Bruni, Carlo Virzì, Paolo Virzì
– Duse, di Letizia Russo, Guido Silei, Pietro Marcello
– Gioia mia, di Margherita Spampinato
– La grazia, di Paolo Sorrentino
– Le città di pianura, di Francesco Sossai, Adriano Candiago
### Miglior attrice protagonista
– Valeria Bruni Tedeschi
– Barbara Ronchi
– Valeria Golino
– Aurora Quattrocchi
– Anna Ferzetti
– Tecla Insolia
### Miglior attore protagonista
– Valerio Mastandrea
– Claudio Santamaria
– Toni Servillo
– Pierpaolo Capovilla
– Sergio Romano
### Miglior attrice non protagonista
– Valeria Golino
– Valeria Bruni Tedeschi
– Barbara Ronchi
– Matilda De Angelis
– Milvia Marigliano
– Silvia D’Amico
### Miglior attore non protagonista
– Francesco Gheghi
– Vinicio Marchioni
– Fausto Russo Alesi
– Roberto Citran
– Andrea Pennacchi
– Lino Musella
Tra le categorie tecniche, occhi puntati su fotografia, montaggio, costumi, effetti speciali e musiche, con titoli come “Duse”, “La città proibita”, “Primavera” e “Queer” spesso in lizza.
Un’edizione che si preannuncia combattuta, ma soprattutto capace di raccontare un cinema italiano vivo, pronto a confrontarsi con il presente e a guardare avanti.
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