A Roma, l’impero costruito da Cesare Paladino scricchiola. Olivia e Cristiana, le sue figlie, hanno deciso di chiudere la holding Agricola Monastero Santo Stefano Vecchio, cuore pulsante dell’attività di famiglia. Non è una semplice battuta d’arresto: i bilanci sono in rosso, e un contenzioso milionario pesa come un macigno. Tra le vittime di questa crisi c’è anche il celebre Hotel Plaza di via del Corso, un simbolo dell’ospitalità capitolina. Dietro la scelta drastica si nascondono perdite milionarie e una causa legale da oltre dieci milioni che rischia di travolgere tutto quanto.
La holding Agricola Monastero Santo Stefano Vecchio è stata per anni il centro nevralgico degli affari finanziari e immobiliari dei Paladino. Cesare Paladino, amministratore unico, ha raccontato in un recente incontro la situazione difficile che ha portato allo scioglimento della società. I numeri parlano chiaro: le perdite accumulate hanno praticamente azzerato il patrimonio. Nel solo 2024, la società ha chiuso con un passivo di circa 591 mila euro, che si aggiunge a un rosso pregresso di oltre 14 milioni e 253 mila euro. Per non farsi mancare nulla, a novembre 2025 è previsto un ulteriore peggioramento di circa 1,3 milioni. In totale, le perdite superano i 16 milioni di euro.
Una situazione che non lascia spazio a riprese o ricostruzioni di capitale solido. Nel passivo ci sono riserve legali minime e una riserva di rivalutazione positiva di oltre 14 milioni, ma questa viene compensata da una riserva negativa quasi pari, legata al recesso di un socio. È stato questo equilibrio fragile a spingere le due figlie di Cesare, che detengono ciascuna il 50% delle quote, a firmare la chiusura formale della società.
A complicare la situazione, c’è un contenzioso che coinvolge Shawn John Shadow, fratellastro delle sorelle Paladino e figlio della prima moglie di Cesare, l’attrice svedese Ewa Aulin. Shadow vanta un diritto alla liquidazione di quasi 10 milioni di euro, risultato di un recesso controverso che ha attraversato arbitrati e cause ancora aperte. Pur avendo già ricevuto alcuni pagamenti a rate, la holding non ha la liquidità per saldare l’intero debito, aggravando così il quadro finanziario.
Questa riserva negativa, legata proprio al recesso di Shadow, è una delle cause principali del buco nel bilancio. La vicenda, oltre a mettere in luce tensioni familiari, rappresenta un ostacolo quasi insormontabile per qualsiasi tentativo di rilancio. La scarsità di cassa e le continue battaglie legali mettono a rischio la stabilità dell’intero patrimonio societario.
Nonostante la crisi, il gruppo Paladino può ancora contare su un patrimonio importante: l’Hotel Plaza, storico albergo a cinque stelle di via del Corso. L’immobile è di proprietà della Immobiliare Roma Splendido, società controllata dalle sorelle Paladino che, pur soffrendo anch’essa di perdite operative, mantiene intatto il valore dell’immobile.
Il valore dell’hotel ha beneficiato di una rivalutazione straordinaria, resa possibile da un decreto-legge varato dal governo Conte nel 2020. Questo ha permesso una rivalutazione gratuita degli immobili aziendali, con vantaggi fiscali e civilistici. Nel bilancio della Immobiliare Roma Splendido, la struttura è valutata complessivamente 245,5 milioni di euro, di cui quasi 49,1 milioni attribuiti al terreno su cui sorge.
Questa rivalutazione ha dato una boccata d’ossigeno al patrimonio famigliare, ma non basta a coprire le perdite della holding madre e le passività legali. Per ora, il valore degli immobili resta l’unico punto fermo di un impero in difficoltà, un’ancora di salvezza che però potrebbe non bastare a evitare guai più seri nei prossimi mesi.
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