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Covid, sintomi a lungo termine: una nuova ricerca fa chiarezza, le novità preoccupanti

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Angela Guerra

Si è spesso sentito parlare di sintomi a lungo termine causati dal Covid, ma nonostante svariate ricerche, non vi era ancora chiarezza: ecco cosa dice il nuovo studio

Come in tantissimi sicuramente già sapranno, si è spesso sentito parlare di long covid, ovvero la sintomatologia provocata dal virus a lungo termine; di recente, è stato reso noto uno studio che darebbe un’ulteriore teoria rispetto a tale fenomeno: ecco cosa c’è da sapere in merito all’argomento in questione.

Sintomi post Covid: ecco una teoria sulla nebbia celebrale (cityzen.it)

Com’è noto, la pandemia da Covid-19 ha ucciso tantissime persone ed altre sono state infettate; vi è stato chi ha semplicemente manifestato i sintomi di un’influenza e chi invece ha sviluppato una sintomatologia a lungo termine di cui non si riusciva a comprenderne la causa.

Secondo quanto riportato da money.it, che a sua volta riprende i dati dell’OMS, ben il sei per cento di persone che è stata infettata dal virus presenterebbe sindromi relative all’infezione. Il numero risulta essere davvero alto soprattutto se si pensa che si tratta di una percentuale relativa a milioni di persone.

Gli studiosi, sebbene non siano riusciti a dare una conclusione univoca rispetto ai sintomi post Covid, una ricerca resa nota su Nature Neuroscience, ha comunque provato a spiegare la motivazione della cosiddetta nebbia celebrale. Questo sintomo risulta essere tra i più diffusi post Covid.

Sintomi post Covid, cosa rivela il nuovo studio? Ecco alcune informazioni utili

Si è spesso sentito parlare di long Covid e sono stati tanti a provare a dare una risposta a tale sintomatologia e le ipotesi fatte sono state svariate; adesso anche un recente studio reso noto su Nature Neuroscience ha spiegato un’ulteriore ipotesi.

Sintomi post Covid: ecco una teoria sulla nebbia celebrale (cityzen.it)

Secondo lo studio, infatti, i soggetti affetti da nebbia celebrale subirebbero danno ai vasi sanguigni del cervello. Tale danno influenzerebbe dunque il linguaggio, la memoria, umore e vista. La causa di tali disturbi si ricercherebbe nella perdita della barriera ematoencefalica.

Tale struttura è necessaria alla protezione celebrale. Il doppio strato lipidico isola il cervello e lo protegge; Il virus, però, metterebbe in ombra tale funzionamento, infatti, come anticipato, la ricerca ipotizzerebbe una perdita della barriera che genererebbe dunque la cosiddetta nebbia che causerebbe dunque una diminuzione del pensiero ed anche una difficoltà nella memoria.

Secondo gli studiosi, tale fenomeno potrebbe essere paragonato ad una commozione celebrale. Ad oggi, però, è bene sapere che prima di poter riuscire ad arrivare ad una conclusione è necessario effettuare ulteriori ricerche relative al long Covid.

Angela Guerra

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