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Cole Allen: smentito il collegamento con l’ambasciata ucraina prima dell’attentato a Donald Trump

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Redazione

Il sospetto principale del tentato attentato a Donald Trump, Cole Allen, è stato ripreso più volte davanti all’ambasciata ucraina nei giorni precedenti all’episodio. Quel video ha fatto subito il giro dei social, scatenando teorie su una possibile rete dietro l’attacco. C’è chi lo interpreta come la prova di un complotto, ma guardando più da vicino i fatti emerge un quadro molto diverso. Non è detto, insomma, che quella presenza significhi ciò che molti pensano.

Il video che ha scatenato il sospetto di un complotto

Il filmato, che sta girando molto sui social, porta il logo della Associated Press e racconta di almeno quattro visite di Cole Allen all’ambasciata ucraina nei giorni che hanno preceduto l’attentato del 25 aprile. L’ultima, avvenuta il giorno prima, mostrerebbe l’uomo con una sacca da golf. Questo ha fatto subito pensare a un complotto internazionale, allontanando l’ipotesi del “lupo solitario”.

Su più piattaforme, meme e post hanno rilanciato il video con commenti che tirano in ballo figure politiche, fino ad arrivare a ipotizzare difficoltà per il presidente ucraino Zelensky. Ne è nata una miscela di cronaca e congetture senza alcuna prova concreta.

Associated Press smentisce: il video non è suo

La questione centrale riguarda proprio da dove venga quel filmato. Contrariamente a quanto si pensa, non è un servizio autentico della Associated Press. La stessa agenzia ha negato di aver mai prodotto o diffuso quel materiale. Il video è stato caricato da un account privato su X, noto per diffondere contenuti non verificati.

Nicole Meir, responsabile Media Relations della AP, ha definito il video un falso, creato per confondere e farlo sembrare credibile grazie al logo della famosa agenzia. Si tratta di una tecnica ormai comune per diffondere disinformazione, usando inquadrature modificate e didascalie ingannevoli.

Fake news e social: un mix pericoloso

L’uso del logo Associated Press ha contribuito a far circolare il video come se fosse una fonte affidabile. Su Facebook, X e altre piattaforme, la velocità con cui si condividono i contenuti e la mancanza di controlli immediati hanno fatto il resto. Molti utenti hanno rilanciato la clip aggiungendo interpretazioni senza alcun riscontro ufficiale.

Le piattaforme social stanno cercando di fermare questa ondata di fake news, collaborando con testate e progetti antifrode. Nel caso di questo video, Meta ha segnalato la notizia come falsa e ha messo in campo strumenti per limitarne la diffusione.

Nessuna prova delle visite all’ambasciata ucraina

Alla fine, dai fatti non emerge alcuna prova che Cole Allen abbia davvero visitato l’ambasciata ucraina prima dell’attentato a Trump. Il video che ha fatto tanto parlare è stato creato ad arte per seminare dubbi, sfruttando la reputazione del logo Associated Press. La versione ufficiale resta quindi quella che esclude qualsiasi legame tra l’ambasciata ucraina e l’attacco del 25 aprile.

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