Brutte sorprese sull’Assegno Unico: il Bonus mamma taglia l’importo e sono in molti a non saperlo, il motivo lascia senza parole

L’Assegno Unico subirà una riduzione dell’importo a causa del Bonus mamme lavoratrici. Scopriamo chi avrà brutte sorprese in busta paga. 

La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto il Bonus mamme lavoratrici come aiuto per le famiglie. In realtà la misura ha – in alcuni casi – effetti negativi sull’Assegno Unico Universale.

Assegno Unico e Bonus mamma, c'è un taglio
Importo più basso dell’Assegno Unico (Cityzen.it)

Assegno unico e Bonus mamma sono due diverse misure dedicate alle famiglie. La prima prestazione si rivolge ai nuclei con figli a carico entro i 21 anni o figli disabili indipendentemente dall’età. L’importo spettante dipende dall’ISEE e prevede maggiorazioni al verificarsi di alcune circostanza come entrambi i genitori lavoratori. La seconda misura è una novità introdotta nel 2024 dal Governo.

Il Bonus si presenta come una decontribuzione del 100% per le mamme lavoratrici con due o più figli fino ad un massimo di 3 mila euro all’anno. Lo sgravio durerà per tutto il 2024 se la lavoratrice ha due figli fino al compimento dei dieci anni del più piccolo e fino al 31 dicembre 2026 se la dipendente ha tre figli o più fino al compimento dei 18 anni del più piccolo. Tale esonero contributivo ha un effetto sull’ISEE nel senso che fa aumentare il suo valore.

Il Bonus mamme fa alzare l’ISEE e tagliare l’Assegno Unico

L’ISEE tiene conto di tutti i redditi soggetti a IRPEF ossia dello stipendio lordo mentre non considera i contributi maturati. Lo sgravio entro i 3 mila euro, dunque, fa entrare i contributi non versati nell’imponibile con conseguente tassazione degli stessi e considerazione ai fini ISEE. L’effetto negativo scatterà, però, solo per le mamme con tre figli o più dato che la DSU tiene conto dei redditi percepiti due anni prima della compilazione. Avrà incidenza sull’ISEE 2026 relativo al 2024.

Assegno Unico e Bonus mamme
La verità sul Bonus mamme lavoratrici (Cityzen.it)

Tante lavoratrici sono preoccupate da questo possibile aumento dell’ISEE ma in realtà la situazione non è così grave. L’incremento sarà minimo e difficilmente avrà conseguenze sull’Assegno Unico considerando anche l’applicazione di un’aliquota contributiva ridotta per gli stipendi entro i 2.692 euro. La stima è di  un aumento del valore ISEE da 344 a 1.340 euro a seconda dello stipendio della lavoratrici e del nucleo familiare. Più basso è l’importo in busta paga minore sarà l’effetto sull’Indicatore della Situazione Economica Equivalente.

Più numerosa è la famiglia, inoltre, minori saranno le conseguenze sul valore ISEE. L’effetto sull”Assegno Unico, dunque, è stimato in cinque euro di differenza per un passaggio da una fascia all’altra ogni mille euro di ISEE. Al massimo si parla di 7 euro in meno rispetto all’importo percepito oggi. In conclusione le lavoratrici possono chiedere la decontribuzione senza tanti dubbi.

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