Nel 63,5% delle scuole del Sud Italia, salire ai piani superiori resta una sfida, soprattutto per chi ha problemi di mobilità. L’ascensore, quel piccolo grande aiuto che dovrebbe essere ovvio, manca ancora in molte strutture. I corridoi si trasformano così in ostacoli, barriere invisibili ma pesanti. Lo rivela l’indagine di Tuttoscuola, mettendo in luce una realtà che rallenta l’inclusione e limita l’accesso a spazi fondamentali per la didattica.
Scuole al Sud, barriere ancora troppo alte
Da tempo si parla di barriere architettoniche nelle strutture pubbliche, ma nelle scuole meridionali la situazione resta critica. I dati di Tuttoscuola parlano chiaro: solo il 36,5% degli istituti nelle regioni del Sud è dotato di ascensore. Un dato che racconta di difficoltà concrete per chi deve spostarsi tra i piani, che si tratti di studenti con disabilità o di chi ha bisogno di un aiuto per muoversi.
Non è solo una questione di comodità. L’assenza di ascensori complica anche la sicurezza: pensiamo a un’evacuazione d’emergenza o al trasporto di materiali ai piani alti. Nel tempo, queste mancanze limitano lo svolgimento di molte attività scolastiche ed extrascolastiche, creando un divario netto con le scuole di altre regioni.
Le ragioni sono diverse: burocrazia lenta, fondi insufficienti, edifici vecchi costruiti senza pensare all’accessibilità. Va inoltre considerato che nelle regioni del Sud gli investimenti pubblici nel patrimonio scolastico sono storicamente più bassi rispetto al centro-nord.
Centro-nord e Sud, un divario che pesa
Il confronto con le regioni del centro e nord Italia è impietoso. Qui la quota di scuole con ascensore supera spesso il 70%, quasi il doppio rispetto al Sud. Questo gap racconta di una disparità che va oltre le strutture e tocca il diritto stesso all’istruzione.
Nelle città del Nord, l’ascensore è ormai la norma negli istituti nuovi o ristrutturati. Le amministrazioni locali hanno potuto investire di più per mettere in sicurezza e aggiornare gli edifici. Al Sud, invece, gli interventi procedono a rilento, con tante scuole ancora in attesa di lavori essenziali.
Il risultato è che gli studenti meridionali si trovano spesso a dover evitare i piani alti o a dipendere da qualcuno per spostarsi. Un disagio che pesa non solo sulla frequenza delle lezioni, ma anche sull’inclusione sociale e sul senso di appartenenza alla scuola.
Progetti in corso e le sfide che restano
Le istituzioni hanno avviato qualche progetto per colmare questo divario. Negli ultimi anni sono stati stanziati fondi dedicati a rendere le scuole più accessibili, installando ascensori o adottando altre soluzioni. Ma tra burocrazia e risorse limitate, il cambiamento procede a passo lento.
La vera sfida è conciliare la manutenzione di edifici spesso datati con la necessità di spazi moderni e sicuri per tutti. Serve una strategia chiara, con investimenti stabili e una gestione più efficiente per superare le difficoltà attuali.
Nel frattempo, alcune scuole hanno scelto soluzioni temporanee come piattaforme elevatrici o rampe mobili. Ma sono solo palliativi, non risposte definitive. L’obiettivo resta un accesso senza barriere in ogni angolo del paese, perché tutti possano muoversi liberamente dentro le scuole.
Il rapporto di Tuttoscuola è un campanello d’allarme che non può essere ignorato. La scuola deve essere un luogo aperto e inclusivo, e questo passa anche dalla possibilità di salire ogni piano senza ostacoli. Solo così si difende il diritto allo studio e si costruisce una società più giusta.