La longevità non è un miracolo, ma una scienza da coltivare ogni giorno. Parola di Ascanio Polimeni, un nome che in Italia circola spesso quando si parla di vivere a lungo, anche se lui evita etichette altisonanti. Non si definisce il «padre della longevity», preferisce lasciare il palco a chi, secondo lui, merita più attenzione. Eppure, la sua storia professionale racconta altro: una dedizione precoce e incessante alla ricerca sugli ormoni bioidentici, un campo ancora poco battuto nel nostro paese fino a non molto tempo fa. Per Polimeni, vivere a lungo non significa solo accumulare anni, ma migliorare la qualità della vita, attraverso un metodo scientifico che unisce equilibrio, prevenzione e cambiamenti concreti nelle abitudini quotidiane.
La parola longevità è ormai di uso comune, ma spesso viene confusa con la medicina estetica o ridotta a frasi fatte pubblicitarie. Polimeni preferisce parlare di geroscienza, la disciplina che studia i processi dell’invecchiamento per intervenire in modo concreto e mirato. Non si tratta solo di allungare la vita, ma di fare in modo che gli anni in più siano di qualità, sani e attivi. Questa scienza si distacca dall’anti-aging tradizionale, spesso concentrato solo sull’aspetto esteriore. Il rischio, avverte il medico, è trasformare la longevità in un prodotto commerciale, perdendo di vista il vero scopo.
Nel suo libro “Hormesis Reset – Il metodo scientifico per attivare la longevità”, scritto con Angela Marocco, Polimeni parte da un concetto semplice ma fondamentale: il corpo umano è fatto per adattarsi agli stimoli, non per essere sempre protetto da disagio o cambiamento. Se mancano variazioni come freddo, digiuno, movimento spontaneo o ritmi naturali, il corpo perde elasticità e fatica a reggere le sfide di ogni giorno.
Il fulcro del metodo di Polimeni è l’ormesi, una teoria del ricercatore danese Rattan che spiega come piccole dosi di stress positivo possano aiutare il corpo ad adattarsi e rafforzarsi, rallentando l’invecchiamento. In Italia, Polimeni è uno dei medici che più si sono impegnati a mettere in pratica questi principi con il suo protocollo ormetico integrato.
Il protocollo prevede alternanze di caldo e freddo, digiuno intermittente e altri piccoli stress controllati per risvegliare le capacità di adattamento del corpo. Non si tratta di estremismi o digiuni prolungati senza senso, ma di trovare un equilibrio: stimolare il corpo senza sovraccaricarlo. L’obiettivo è recuperare quella naturale capacità di reazione che la vita comoda e sedentaria di oggi spesso fa perdere.
Per Polimeni, “memento mori” — ricordati che devi morire — non è un invito a deprimersi, ma un richiamo a vivere intensamente ogni momento. Racconta di un’epifania durante un concerto dei Depeche Mode a Roma, in una calda notte d’estate, quando ha capito che il messaggio non è la morte in sé, ma la spinta a non lasciar scorrere il tempo passivamente.
Questa consapevolezza spinge a investire nel benessere e nella prevenzione senza ossessioni o paure eccessive. Il rapporto con il tempo cambia: diventa uno strumento per vivere meglio, qui e ora, senza dimenticare le condizioni che aiutano a vivere più a lungo e in salute.
Il lavoro di Polimeni si distingue perché guarda a chi non è malato, ma vuole mantenersi in salute più a lungo possibile. La medicina della longevità che propone è preventiva, agisce prima che si manifestino le malattie. La sua esperienza personale, come la perdita dei genitori per tumore e fibrosi polmonare, ha segnato la sua visione, spingendolo a puntare sulla prevenzione piuttosto che sulla cura tardiva.
Tra i suoi punti di forza c’è la formazione in psico-neuro-endocrinologia negli Stati Uniti, dove questa disciplina è più sviluppata, mentre in Italia è ancora poco conosciuta. La conoscenza dei ritmi biologici, o cronobiologia, è diventata centrale nel suo lavoro, tanto da usare la musica come metafora per spiegare il ritmo naturale necessario al corpo per stare bene.
Le Blue Zones sono aree nel mondo dove si trovano tanti centenari in buona salute. Polimeni sottolinea che il loro segreto sta nello stile di vita più naturale e vicino ai ritmi ancestrali, lontano dallo stress e dagli squilibri della vita moderna. Qui obesità, diabete e infiammazione sono problemi rari, ma altrove sono veri e propri nemici silenziosi della salute.
Ha visitato Okinawa, una di queste zone, rimanendo colpito dalla calma che si respira, dai ritmi lenti e dalla forte partecipazione sociale. Il sorriso delle persone e i legami solidi dimostrano che la longevità non è solo una questione di biologia, ma anche di rapporti umani. L’isolamento è infatti uno dei fattori che accelera l’invecchiamento, come le infiammazioni croniche.
Nella sua pratica, Polimeni lavora con diversi personaggi famosi, sempre col loro consenso. Tra i nomi spicca Michelle Hunziker, che ha un’età biologica sorprendentemente più giovane di quella reale, frutto di disciplina e equilibrio, senza ossessioni.
Ci sono poi la giornalista Francesca Fagnani, definita “regina della psicormesi e degli integratori” per la sua capacità di trasformare stress e pressione in energia positiva; Renzo Rosso e sua moglie Arianna, coppia modello nel protocollo ormetico; Elisabetta Canalis, punto di riferimento negli Stati Uniti; e poi volti noti come Ilary Blasi, Alessia Marcuzzi, Barbara D’Urso, Taylor Mega, Vittorio Brumotti, Ornella Muti, Asia Argento, Isabella Ferrari e Luca Argentero.
Polimeni segue ogni giorno i principi dell’ormesi: cammina, alterna caldo e freddo, pratica digiuno intermittente e stimola la mente con letture e musica. Ama generi diversi, dalla musica elettronica al jazz e rap, e non perde mai il contatto con il presente, arrivando a frequentare locali notturni con i pazienti per capire meglio i tempi in cui viviamo.
Quando gli si chiede degli uomini che cercano solo il “ringiovanimento facile”, la sua risposta è chiara e senza illusioni: non esiste l’elisir di giovinezza. Ci sono però modi per invecchiare con più salute e consapevolezza. Questo è un risultato concreto, raggiungibile con un lavoro scientifico serio e costante, lontano da mode e promesse vuote.
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