Arrivano gli aumenti in busta paga, ma dureranno poco: tutte le novità

Gli aumenti in busta paga avranno vita breve. Meglio approfittarne ora per mettere da parte dei risparmi, scopriamo perché.

Il 2024 è iniziato con interessanti novità in busta paga grazie alle misure introdotte dalla Legge di Bilancio del Governo Meloni. Si tratta, però, di aiuti momentanei con una scadenza.

Aumenti in busta paga con scadenza
Addio agli aumenti in busta paga, perché (Cityzen.it)

Si chiedono stipendi più alti da tempo ma l’esigenza è diventata più preponderante prima con la pandemia e poi con l’aumento del costo della vita conseguente allo scoppio della guerra in Ucraina (a breve saranno due anni dall’invasione russa). L’inflazione sta gravando pesantemente sulle spalle degli italiani e solo da poche settimane stiamo assistendo ad un’inversione di tendenza.

Le spese restano comunque ingenti e gli stipendi in media sono insufficienti per consentire alle famiglie di vivere in maniera serena. Il Governo Meloni consapevole delle difficoltà ha introdotto nella Legge di Bilancio 2024 diverse misure per aumentare gli stipendi dei lavoratori (dipendenti).

Citiamo il taglio del cuneo fiscale di sei e sette punti percentuali in base al reddito e il bonus per le mamme con due figli o più (una decontribuzione al 100%). Aggiungiamo l’imposta sostitutiva sui premi di produttività al 5% e l’aumento della soglia dei fringe benefit.

Gli aiuti ai lavoratori in busta paga hanno una scadenza

Le busta paga dei lavoratori dipendenti saranno più ricche nel corso del 2024. Giustappunto, gli aiuti dureranno un anno. La maggior parte degli interventi decisi dalla Legge di Bilancio ha una scadenza di dodici mesi. Per il futuro occorrerà attendere. La decontribuzione per le dipendenti a tempo indeterminato con due figli, ad esempio è valida dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024.

Aiuti a tempo in busta paga
Buste paga più alte solo per un anno (Cityzen.it)

Parliamo di uno sgravio importante, di 250 euro lordi al mese. Un importo che nel budget familiare incide notevolmente. Il taglio del cuneo del 7% per redditi entro i 25 mila euro e del 6% entro i 35 mila euro (tredicesima esclusa) ha ottenuto un finanziamento solo per il 2024. Un’altra importante misura è la riduzione degli scaglioni IRPEF da quattro a tre con l’unione delle prime due fasce sotto l’aliquota del 23% (redditi entro i 28 mila euro). Peccato che sia solo sperimentale e che a dicembre scadrà.

Cosa accadrà dopo? Impossibile saperlo. Stesso discorso per l’imposta sostitutiva sui premi di produttività scesa al 5% e per le soglie dei Fringe benefit fissate per il 2024 a mille euro per tutti i lavoratori e dei 2 mila euro per i dipendenti con figli a carico. Concludiamo con l’incremento fino all’80% dell’indennità prevista per il secondo mese di congedo parentale facoltativo ha scadenza a dicembre. Nel 2025 scenderà al 60%.

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