Arrestata a Reggio Emilia la «stalker seriale condominiale»: rumori molesti, minacce e feci lanciate ai vicini

Nel cuore di Castelnovo Sotto, un condominio si è trasformato in una scena di tensione e paura. Per mesi, rumori assordanti hanno squarciato il silenzio delle notti, accompagnati da insulti incessanti. Non solo parole: feci e altri oggetti sono stati lanciati contro i balconi di due donne, vittime di vere e proprie molestie. Dietro a tutto questo, una 68enne, già ai domiciliari con braccialetto elettronico per episodi simili in Veneto, ora arrestata per stalking e atti persecutori. Il quartiere, una volta tranquillo, è diventato un incubo quotidiano per una madre di 58 anni e sua figlia di 28, costrette a cambiare vita pur di sfuggire a nuovi attacchi.

Arresto e storia di una stalker seriale condominiale

La polizia è intervenuta dopo una serie di segnalazioni che hanno messo in luce comportamenti persecutori ripetuti. La 68enne, nota già per episodi simili a Vicenza, si era da poco trasferita in Emilia-Romagna, ma non ha smesso di tormentare le sue vicine. Gli inquirenti l’hanno definita una “stalker seriale condominiale”. L’arresto è scattato mentre la donna era ancora agli arresti domiciliari, monitorata con un braccialetto elettronico proprio per un caso simile precedente al trasferimento.

Le accuse contro di lei non riguardano solo insulti e minacce, ma anche rumori assordanti, spesso nelle ore notturne, pensati per intimidire e disturbare. Non si tratta di episodi isolati, ma di una serie costante di molestie ai danni della madre e della figlia, che hanno subito un vero e proprio calvario.

Un incubo fatto di insulti, rumori e oggetti lanciati

Madre e figlia hanno raccontato agli investigatori un clima di ansia e paura costante. Gli insulti e le minacce si accompagnavano a rumori forti: sedie sbattute, mobili spostati a tarda notte, colpi pesanti sul pavimento. Tutto per esasperare e spaventare le due donne.

Le molestie sono arrivate anche al lancio di oggetti e sostanze sui loro balconi: cibo, acqua sporca, feci di animali e persino frammenti di vetro. Oltre a essere pericolosi, questi gesti avevano lo scopo preciso di terrorizzare. Le minacce verbali, riportate nel fascicolo, erano particolarmente inquietanti, con frasi come “Te la faccio vedere io” e “Vedremo chi vivrà per ultimo”.

La paura che cambia la vita

Le vittime hanno visto la loro quotidianità sconvolta. Per cercare di difendersi, hanno dovuto adottare precauzioni drastiche: lasciare l’auto lontano dal palazzo per evitare danni, tenere le persiane chiuse per limitare contatti con la vicina. La paura si è fatta così opprimente da scatenare attacchi di panico.

Le due donne si sono isolate, parlano a bassa voce per non attirare attenzione e vivono in uno stato di allerta costante. Questo continuo stato di tensione ha pesato profondamente sulla loro salute mentale.

Le forze dell’ordine, grazie alle denunce e ai sopralluoghi, hanno ricostruito un quadro chiaro di una situazione che ha superato di gran lunga il semplice conflitto tra vicini. Si è trattato di stalking vero e proprio, che ha reso necessario un intervento deciso per riportare la sicurezza nel quartiere e proteggere chi ha subito queste persecuzioni.

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