L’ipertensione rientra tra le patologie che consentono il riconoscimento dell’invalidità civile. Scopriamo quali sono i vantaggi ottenibili.
Sono più di 15 milioni le persone affette da ipertensione arteriosa, comunemente detta “pressione alta“.
Se non adeguatamente curata, tale condizione può provocare la morte. Si tratta di una patologia che comporta un’elevata pressione del sangue nelle arterie, con un aumento del carico per il cuore. Per questo motivo, se viene trascurata l’ipertensione può causare infarti, aneurismi delle arterie e malattia renale cronica.
Se si verificano complicanze che comportano una riduzione della capacità lavorativa, il paziente può richiedere l’invalidità civile. La percentuale, ovviamente, varia a seconda delle gravità della situazione e va dal 10%, per l’ipertensione arteriosa non complicata, al 100%, per la cardiopatia ipertensiva scompensata.
Vediamo, dunque, quali sono i vantaggi legati al riconoscimento dell’invalidità civile e in quali condizioni è possibile richiederli.
I soggetti che soffrono di pressione alta possono presentare domanda per il riconoscimento dell’handicap e usufruire dei benefici della Legge 104.
L’ipertensione deve, però, aver causato una minorazione fisica, psichica o sensoriale, con conseguente difficoltà di apprendimento, relazione e di integrazione nell’ambiente di lavoro.
La agevolazioni dipendono dalla tipologia di disabilità accertata dalla Commissione medica INPS. Tra le principali ci sono: i permessi retribuiti mensili, il congedo biennale, il prolungamento del congedo parentale, le detrazioni fiscali per le spese mediche e di assistenza, la scelta prioritaria della sede di lavoro, il rifiuto al trasferimento e al lavoro notturno, l’accesso ai Bonus edilizi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’IVA agevolata e la detrazione IRPEF per l’acquisto di dispostivi informatici e di autoveicoli, il contrassegno disabili per il parcheggio, l’accesso alla pensione anticipata.
I lavoratori che soffrono di ipertensione possono, inoltre, legittimamente assentarsi dal lavoro per svolgere visite mediche, terapie ed esami.
Ai fini del riconoscimento del diritto all’indennità di malattia, è necessario l’accertamento di una riduzione della capacità lavorativa e che si verifichino le seguenti condizioni:
In ogni caso, per accedere all’indennizzo, il dipendente deve presentare all’INPS l’attestato della struttura sanitaria, entro due giorni dal rilascio. Nella certificazione devono essere specificati i dati anagrafici del lavoratore, la data del rilascio, l’inizio e la fine dell’accertamento sanitario, la diagnosi e la firma del medico.
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