«Potrebbe causare aborti spontanei». È questo l’allarme, filtrato da alcune email tra Drew Weissman, Nobel per la medicina 2023, e Anthony Fauci, che ha acceso un polverone sul vaccino anti-Covid in gravidanza. Ma dietro quel messaggio si cela ben altro. Le conversazioni, finite al centro di un dibattito acceso sui social, sono state strumentalizzate, ignorando il contesto scientifico e le verifiche successive. A una lettura attenta, emerge una storia di precauzioni, ricerche approfondite e dati concreti — non il quadro allarmistico che è circolato.
Cosa dicono davvero le email di febbraio e marzo 2021
Tutto parte da un’email inviata da Weissman a Fauci l’8 febbraio 2021, che ha generato molta confusione. Weissman raccontava di esperimenti su topi incinti a cui era stato somministrato un vaccino a mRNA in dosi cento volte superiori a quelle umane e per via endovenosa, invece che intramuscolare come avviene nella pratica clinica. In queste condizioni estreme, le nanoparticelle del vaccino riuscivano a superare la barriera placentare e raggiungere il feto, scatenando una risposta immunitaria nel liquido amniotico.
Ma questi risultati riguardano solo un tipo di test molto specifico, lontano dall’uso reale del vaccino. Weissman stesso chiariva che erano in corso studi con dosi più realistiche e con la somministrazione corretta, e che i risultati definitivi sarebbero stati pubblicati più avanti. La differenza nella dose e nella modalità di somministrazione è cruciale per capire se i dati si possono applicare agli esseri umani.
Nell’email non si parla mai di aborti spontanei causati da queste risposte immunitarie: questa aggiunta è frutto di interpretazioni errate e diffuse senza prove.
Come Fauci e le autorità hanno gestito la situazione
I diari personali di Fauci mostrano come quei dati sono stati presi sul serio e analizzati nelle settimane successive. Il 15 marzo 2021, Fauci annotava di aver saputo da Weissman di una conferenza stampa in cui sarebbero stati presentati quegli studi sui topi. Allo stesso tempo, la FDA aveva già valutato senza riserve i cosiddetti studi DART su vaccini Moderna e Pfizer. Per la FDA e le aziende, gli esperimenti di Weissman non erano ritenuti validi per giudicare la sicurezza del vaccino negli esseri umani.
Fauci sottolineava la necessità di approfondire e ripetere gli studi per chiarire meglio la situazione, non certo di nascondere informazioni. Il 16 marzo informava anche Jeff Zients, responsabile della risposta Covid alla Casa Bianca, coinvolgendo FDA e CDC nelle verifiche. Janet Woodcock della FDA confermava che né Pfizer né Moderna avevano riscontrato problemi nei test DART e che i CDC stavano monitorando con attenzione un gruppo di 2.000 donne incinte vaccinate, senza segnalare allarmi.
Studi successivi confermano la sicurezza del vaccino in gravidanza
Da allora, la ricerca ha confermato più volte che i vaccini a mRNA sono sicuri per le donne in gravidanza. L’11 agosto 2021 i CDC hanno ufficialmente raccomandato la vaccinazione anche durante la gravidanza, dopo aver esaminato dati su milioni di donne. Nessun aumento del rischio di aborto spontaneo o danni al feto è emerso.
Un’analisi di febbraio 2024 ha stimato un tasso di aborto spontaneo del 10,79% nelle donne vaccinate entro la ventesima settimana di gravidanza, un valore in linea con quello atteso nella popolazione generale .
Anche gli studi sulle nanoparticelle lipidiche hanno portato buone notizie. Uno studio del febbraio 2023 su topi incinti trattati con vaccino Moderna alla dose umana e via intramuscolare ha mostrato che le nanoparticelle attraversano la placenta ma vengono eliminate entro poche ore, senza effetti negativi sulla gravidanza o sullo sviluppo del feto.
Dietro la narrazione distorta, c’è una storia di trasparenza e rigore
La versione che vuole Fauci impegnato a occultare dati importanti si basa su un’interpretazione parziale e fuori contesto dei documenti. Ignora che quei primi esperimenti erano fatti in condizioni molto diverse da quelle umane. Dimentica il lavoro costante di controllo e verifica della FDA, dei CDC e del team guidato da Fauci.
La sicurezza della vaccinazione in gravidanza si poggia su un vasto insieme di dati clinici e sorveglianza, passati al setaccio più volte. Le prime preoccupazioni sono state affrontate con serietà e trasparenza, come dimostrano i diari di Fauci e le comunicazioni ufficiali delle agenzie sanitarie.
Questa vicenda è un monito: in tempi di crisi sanitaria è fondamentale leggere le informazioni con attenzione e senso critico. Solo così si può evitare di diffondere paure infondate e fare scelte consapevoli, basate su fatti e non su interpretazioni distorte.