Gaffe in diretta su DAZN: inviato chiede di rifare il collegamento e scatena l’ira dei fan per i 50 euro al mese

Udine, primo giorno di Serie A 2026. Alessandro Vescini, inviato DAZN, va in diretta prima di Udinese-Como e… si blocca. Un silenzio imbarazzante, come se volesse ripartire da zero. È bastato quel momento a far scoppiare la polemica. Non solo per la gaffe tecnica, ma soprattutto per il prezzo dell’abbonamento DAZN: 50 euro al mese. Gli appassionati, già infuriati, non hanno perso tempo a riversare sui social la loro frustrazione. E la discussione, da lì, ha preso fuoco.

Il passo falso di Vescini sulla presentazione di Nico Paz

Vescini era a Udine per introdurre la partita tra Udinese e Como. In studio a Milano, intanto, Federica Zille e Emanuele Giaccherini preparavano il collegamento per l’altra sfida del turno, Inter-Monza. L’argomento dell’inviato era Nico Paz, giovane talento del Como, definito da lui stesso come una delle stelle emergenti del campionato. Voleva sottolineare l’aumento del valore del calciatore, anche secondo il videogioco EA FC, passato da 79 a 86, ma qualcosa è andato storto.

Nel bel mezzo del suo intervento, Vescini si è fermato, confuso, chiedendo di rifare la parte appena detta. Ha pronunciato frasi tipo «No, no, rifacciamo», come se non fosse ancora in onda o la trasmissione fosse stata interrotta. L’imbarazzo è durato pochi secondi, poi ha ripreso quasi con le stesse parole, completando il discorso con i dati salienti della stagione precedente di Paz: 12 gol e 6 assist. Il giovane argentino, appena riscattato dal Real Madrid e trasferimento più costoso nella storia del Como, è senza dubbio un protagonista su cui puntare. Ma la confusione di Vescini ha fatto più rumore del previsto.

Social in rivolta: la gaffe diventa pretesto per attaccare i 50 euro al mese di DAZN

Il video della momentanea perdita del filo da parte dell’inviato DAZN ha fatto il giro dei social in un lampo. Ma più che l’errore tecnico, gli utenti si sono concentrati sull’aumento delle tariffe per vedere la Serie A. DAZN ha portato il prezzo dell’abbonamento completo vicino ai 50 euro al mese, una cifra che ha scatenato l’indignazione di tanti tifosi.

Il punto dolente è proprio quel costo, giudicato insostenibile per molti, specie in un periodo in cui le famiglie devono già fare i conti con spese sempre più alte. Il tweet più condiviso, che accompagnava il video, riassumeva tutto in un semplice “50€ al mese”, diventato quasi uno slogan di protesta. Su X, il social più usato per commentare lo sport, la discussione si è fatta rovente.

Le lamentele raccontano un disagio reale: seguire il campionato italiano, uno dei più antichi e seguiti, oggi richiede un investimento mensile che non tutti possono permettersi. E non mancano critiche anche sulla qualità del servizio, considerata non sempre all’altezza del prezzo richiesto. Così, la gaffe del giornalista è diventata il simbolo di una frustrazione più ampia verso il sistema di trasmissione della Serie A.

La gaffe e il confronto con gli altri servizi streaming

L’errore in diretta ha acceso anche un dibattito sulla professionalità dei broadcaster sportivi. Un passo falso mentre si racconta una partita seguita da migliaia di persone è sempre un rischio, amplificato dalla rapidità con cui i video circolano online. In questo caso, la richiesta di rifare un intervento in diretta ha fatto discutere sul controllo tecnico e sulla preparazione degli inviati.

Intanto, l’aumento delle tariffe ha spinto molti tifosi a guardarsi attorno, confrontando DAZN con altre piattaforme streaming che offrono calcio e sport a prezzi più bassi o con formule diverse. Cinquanta euro al mese sono tanti, soprattutto se messi a confronto con servizi concorrenti. Questo pesa inevitabilmente sulle scelte degli utenti.

Le emittenti sportive devono fare i conti con un pubblico che si sposta facilmente da un’offerta all’altra, valutando non solo il prezzo, ma anche la qualità del segnale, la preparazione del commento e degli inviati, e la stabilità tecnica. Errori come quello di Vescini rischiano di erodere la fiducia nel servizio, specialmente quando il costo è alto.

Quella di Vescini resta una piccola distrazione, ma apre una finestra importante sulle critiche e le preoccupazioni che attraversano tifosi, addetti ai lavori e osservatori sul futuro della fruizione della Serie A.

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