Trani si è svegliata sotto choc. Cosimo Quagliarella, un ragazzo di 18 anni, è stato accoltellato durante una lite che è rapidamente degenerata in rissa. Pochi giorni dopo la tragedia, i carabinieri hanno fermato un 17enne, sospettato di essere l’autore del ferimento mortale. Dietro questa vicenda si nascondono dettagli inquietanti, a partire dall’arma utilizzata fino al modo in cui è scoppiato il violento scontro.
La lite finita in tragedia: tre coltellate fatali a Cosimo Quagliarella
Tutto è successo in piazza “Pineta”, zona periferica di Trani, dove due gruppi di giovani, uno locale e l’altro proveniente da Andria, si sono scontrati. La tensione è salita in fretta, trasformandosi in una rissa violenta. Bottiglie rotte sono state usate come armi improvvisate, e lo scontro si è spostato dalle panchine fino alle strade vicine, danneggiando portoni e auto.
Durante la colluttazione, Cosimo è stato ferito con almeno tre coltellate alla schiena. Una di queste ha perforato un polmone, provocandogli una crisi respiratoria fatale. Portato subito in ospedale, prima a Trani e poi trasferito a Bisceglie, è morto poco dopo il ricovero. Le forze dell’ordine hanno confermato che le ferite sono state inflitte con un coltello, che però non è ancora stato ritrovato.
Fermato il 17enne: omicidio volontario e la versione della difesa
Poche ore dopo l’accaduto, un ragazzo di 17 anni si è presentato spontaneamente in caserma, accompagnato dal suo avvocato, Enrico Alvisi. Il giovane è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario. La difesa però nega l’intenzione di uccidere, parlando di una reazione a precedenti aggressioni subite dal ragazzo e dai suoi amici.
L’avvocato ha anche precisato che il coltello usato nell’aggressione era stato comprato regolarmente in un’armeria, escludendo che si trattasse di un’arma illegale o rubata. Secondo la versione del difensore, l’episodio sarebbe nato da un tentativo di difesa o da una reazione a un “raid punitivo” organizzato dalla vittima e da altri ragazzi nei confronti del fermato. Le indagini proseguono per chiarire con esattezza cosa sia successo.
Indagini serrate: ancora nessuna traccia del coltello
L’arma del delitto, un coltello, non è ancora stata trovata. I carabinieri, coordinati dalla Procura per i Minorenni di Bari, stanno raccogliendo testimonianze e immagini per ricostruire la dinamica della lite. La presenza di più persone rende il quadro complesso, ma gli investigatori stanno lavorando per mettere insieme ogni pezzo.
L’attenzione è puntata sui protagonisti dello scontro, sulla sequenza degli eventi e su come siano stati inferti i colpi mortali. Le prime perizie confermano che le ferite di Cosimo corrispondono a tre coltellate alla schiena. Il ritrovamento del coltello sarà fondamentale per definire le responsabilità.
La comunità di Trani è sotto choc e aspetta risposte. Una giovane vita è stata stroncata in un episodio di violenza che sembrava all’inizio una semplice lite tra gruppi di ragazzi.