Terremoto di magnitudo 7.4 in Colombia: ospedale di Cali danneggiato, bambini sotto le macerie

Il suolo ha tremato sotto il peso del crollo improvviso al policlinico universitario. Non sono solo mattoni e calcinacci a giacere sparsi, ma anche una tensione palpabile tra medici, pazienti e chiunque si trovasse nei paraggi. I danni sono gravi, le aree coinvolte chiuse d’urgenza. Eppure, proprio grazie a un intervento tempestivo, la tragedia più grande è stata evitata. La situazione resta però critica, e il futuro dell’ospedale è avvolto nell’incertezza.

Policlinico, i danni più pesanti alle parti più vecchie

Il policlinico, punto di riferimento per l’intera comunità sanitaria locale, ha subito danni che ne limitano l’uso. A cedere sono state soprattutto le sezioni più datate, con facciate e alcuni ambienti interni compromessi. Gli esperti sono già sul posto per valutare quanto sia stabile il resto della struttura.

Diverse aree sono state chiuse, anche se non tutte hanno subito danni diretti: si tratta di precauzioni necessarie. Tra i reparti coinvolti ci sono la radiologia e zone attigue. Le attività sanitarie sono rallentate, con visite e interventi da rimandare.

Le autorità hanno disposto controlli approfonditi per escludere altri rischi di cedimenti. Intanto, si guarda con attenzione anche agli altri edifici ospedalieri della zona, specie quelli più vecchi.

Emergenza in corsia: come si sta affrontando la situazione

L’incidente ha stravolto l’organizzazione interna del policlinico. Alcuni reparti sono stati spostati dentro la struttura, altri trasferiti in ospedali cittadini. Dietro le quinte, medici, infermieri e personale amministrativo stanno lavorando a pieno ritmo per riorganizzare tutto.

Le emergenze vengono gestite con priorità assoluta, anche se la riduzione degli spazi limita la capacità di accoglienza. I pazienti sono stati informati sui cambiamenti nei loro piani di cura. L’azienda sanitaria locale ha predisposto servizi di supporto per chi ha subito disagi.

Si sta valutando un piano straordinario per ripristinare al più presto le aree danneggiate. Nel frattempo, alcune visite sono state spostate, mentre altri servizi sono stati potenziati per garantire la continuità delle cure.

Messa in sicurezza e lavori: cosa succede adesso

Dopo il crollo, vigili del fuoco e squadre di manutenzione hanno subito transennato le zone a rischio e avviato interventi per limitare i danni. Le verifiche strutturali sono proseguite anche di notte, per evitare nuovi cedimenti. Autorità e ingegneri stanno lavorando insieme per pianificare il recupero.

Gli interventi prevedono la rimozione delle parti pericolanti e il consolidamento delle murature danneggiate. Si controllano anche gli impianti tecnologici per escludere rischi ulteriori, come cortocircuiti.

I tempi di recupero si stimano in mesi. Nel frattempo, sarà fondamentale gestire con attenzione l’attività sanitaria. La direzione del policlinico sta valutando l’uso di strutture temporanee per non interrompere i servizi.

Diverse istituzioni hanno già espresso la loro disponibilità a sostenere il progetto di ricostruzione, riconoscendo il ruolo fondamentale del policlinico per tutto il sistema sanitario regionale. Servirà un coordinamento stretto tra enti pubblici, tecnici e comunità ospedaliera per affrontare una vera emergenza infrastrutturale.

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