Su Instagram, profili di medici e guaritori spuntano come funghi. Ma molti di loro… non esistono davvero. Dietro quelle immagini rassicuranti, c’è solo intelligenza artificiale. E qui arriva il paradosso: questi account sfoggiano la spunta blu di Meta Verified, la “certificazione” che dovrebbe assicurare autenticità e affidabilità. Il risultato? Milioni di follower ingannati, convinti da consigli su rimedi miracolosi che in realtà nascondono un giro di affari legato a prodotti venduti su Amazon, con guadagni ottenuti tramite commissioni. A far scattare l’allarme è stata l’inchiesta di Maldita.es, l’organizzazione spagnola di fact-checking, che ha smascherato un sistema perfettamente rodato di inganni e commercio truffaldino.
L’inchiesta di Maldita.es: 25 profili “medici” inesistenti con la spunta blu
Il 27 luglio 2026 Maldita.es ha pubblicato un’indagine che ha svelato 25 account Instagram con la spunta blu Meta Verified, tutti impegnati a promuovere prodotti per la salute, ma senza una persona reale dietro. Insieme, questi profili raccolgono oltre cinque milioni di follower e quasi 400 milioni di visualizzazioni. La spunta blu dovrebbe essere sinonimo di autenticità, invece qui certifica solo account finti, creati con l’intelligenza artificiale, con volti e dati inventati di sana pianta. Il copione è sempre lo stesso: personaggi virtuali che si presentano come medici o guaritori, foto digitali, biografie che promettono rimedi naturali “efficaci”.
Tra i casi più clamorosi c’è “Baba Matryona”, una presunta “guaritrice siberiana” che pubblicava video con cure per l’ipertensione. Nei commenti invitava i follower a scrivere parole chiave come “blood pressure” per indirizzarli su uno storefront Amazon, dove venivano venduti integratori per l’idratazione. Nonostante l’etichetta recitasse “non destinato a diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia”, l’account aveva milioni di visualizzazioni. Oggi Baba Matryona è stata rimossa da Instagram, ma i suoi video sono ancora visibili su Facebook.
Il business nascosto dietro Meta Verified e Amazon
Dietro questi profili non c’è solo finzione, ma un meccanismo commerciale ben collaudato che collega Instagram ad Amazon. I personaggi artificiali, grazie alla spunta blu che ne aumenta la visibilità, pubblicizzano prodotti tramite link affiliati. Ogni vendita tracciata fa guadagnare una commissione all’account che promuove il prodotto, trasformando così i follower in clienti e gli account social in venditori automatici. Maldita.es ha segnalato che molti di questi profili usano l’hashtag #syntheticperformer, un’etichetta per personaggi generati da intelligenza artificiale impegnati nel marketing di integratori.
Chi sta dietro questi profili ammette di mettere in piedi campagne multiple per diversi prodotti, facendo crescere gli account “organicamente” con contenuti che sembrano autentici per aumentare l’interazione. Alcuni di questi profili sono stati messi in vendita a cifre superiori ai 30.000 dollari, a dimostrazione che dietro c’è un vero e proprio business. Un sistema che viola le regole sia di Meta che di Amazon, nonostante la sua diffusione.
Le regole violate e i rischi per Meta e Amazon
Le pratiche denunciate infrangono le politiche di entrambe le piattaforme. Meta chiede che l’abbonamento a Meta Verified sia usato per motivi personali e richiede la verifica con documenti d’identità, anche se prevede eccezioni per chi ha un profilo pubblico importante. Proprio in queste eccezioni si apre la falla sfruttata per far ottenere la spunta blu a profili creati dall’intelligenza artificiale, senza una vera identità.
Amazon vieta contenuti falsi o ingannevoli nel suo programma di affiliazione, ma tra i prodotti sponsorizzati ci sono integratori con promesse assurde, come un tè che prevenirebbe attacchi cardiaci o un mix capace di eliminare calcoli renali in tre giorni. Uno di questi articoli ha venduto oltre 70.000 bottiglie solo a giugno 2026. Entrambe le aziende ci guadagnano: Meta dagli abbonamenti per la spunta blu, Amazon dalle vendite generate dai link affiliati.
Non è un caso isolato: nel 2025 la Commissione europea ha multato X con 120 milioni di euro per violazioni del Digital Services Act, in particolare per il modo ingannevole in cui usava la spunta blu. Questo scandalo su Instagram richiede attenzione e possibili interventi per impedire che le piattaforme continuino a favorire profili finti e un commercio basato su false credenziali.
Quando si parla di salute e prodotti per i consumatori, serve più controllo e trasparenza. Dietro un volto digitale e una spunta blu potrebbe nascondersi una truffa ben studiata, con conseguenze reali per chi ci crede.