Cdm oggi alle 17.30: stop caro benzina con accise mobili e social card in arrivo

Il prezzo del gasolio ha sfiorato i 2,18 euro al litro, un livello che non si vedeva dai tempi della crisi del 2022, quando la guerra in Ucraina aveva scosso i mercati energetici. Famiglie e imprese italiane si trovano ora strette in una morsa fatta di rincari continui e difficoltà crescenti. Per questo motivo, il governo ha deciso di convocare il Consiglio dei Ministri per le 17.30 di oggi, giovedì 27 luglio. L’obiettivo è chiaro: mettere a punto misure urgenti per frenare l’escalation dei prezzi, con particolare attenzione al gasolio, il carburante più usato dai mezzi commerciali e dai veicoli pesanti. Nel frattempo, la benzina ha superato quota 1,98 euro al litro, un livello che non si vedeva dallo scorso autunno. Si valuta anche l’ipotesi di agire sull’accisa mobile, un sistema variabile legato all’andamento dei prezzi, che potrebbe entrare in gioco nelle prossime settimane per alleviare il peso sulle tasche degli italiani.

Decreto “ponte” per il gasolio: un intervento rapido

L’incontro del governo punta a definire un decreto legge “ponte”, pensato per agire subito sui rincari più pesanti, soprattutto sul gasolio. Questo carburante, fondamentale per molte attività professionali, sta subendo aumenti molto forti e si valuta la necessità di bloccare o ridurre le accise per alleggerire almeno in parte il peso sui consumatori e sulle imprese.

Nel dettaglio, la strategia mira a frenare l’aumento dei prezzi nel breve periodo, per evitare che la spesa quotidiana continui a lievitare senza controllo. Con il caldo torrido e i consumi di trasporto alle stelle, contenere il caro carburanti diventa urgente anche per evitare effetti a catena come l’inflazione o una contrazione dell’attività economica.

Oltre alla riduzione delle accise, si sta pensando a un coordinamento con le associazioni di categoria per seguire da vicino gli effetti delle misure e valutare eventuali aggiustamenti in vista dell’autunno, quando la domanda potrebbe cambiare di nuovo.

Prezzi record che mettono in difficoltà famiglie e imprese

I dati aggiornati a giovedì mattina confermano una situazione di prezzi ai massimi da mesi. Il prezzo medio della benzina in modalità self service ha toccato 1,982 euro al litro, in lieve crescita rispetto alla settimana scorsa. Per il gasolio la situazione è ancora più grave, con un prezzo che supera i 2,18 euro al litro, spinto dalle tensioni internazionali e dai costi energetici elevati.

Sono cifre che ricordano i picchi raggiunti a marzo 2022, poco dopo lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, quando il governo guidato da Mario Draghi aveva già adottato interventi per tagliare le accise e limitare i danni sociali ed economici. Oggi si punta nuovamente su misure simili, in un contesto ancora più complicato a causa dell’instabilità geopolitica, che coinvolge anche il traffico nel Golfo di Hormuz, fondamentale per il rifornimento energetico mondiale.

Altri carburanti come GPL e metano mostrano variazioni più contenute: il GPL è leggermente calato, il metano è invece in crescita, ma nessuno ha raggiunto i livelli critici di benzina e gasolio.

Accise mobili e social card: le ipotesi sul tavolo

Il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, ha fatto il punto sugli strumenti fiscali in arrivo. Ha spiegato che è in corso una verifica sull’attivazione dell’accisa mobile, un sistema che adegua le accise in base all’andamento dei prezzi rilevati su un periodo di almeno due mesi.

Questo strumento è visto come essenziale per calibrare gli interventi in modo graduale e tempestivo, evitando misure troppo drastiche o troppo blande. Foti ha sottolineato la necessità di muoversi con cautela, vista l’alta volatilità internazionale che rende difficile fare previsioni, soprattutto considerando la situazione delicata nello Stretto di Hormuz.

Si lavora anche su possibili social card per il carburante, misure pensate per sostenere direttamente le famiglie più in difficoltà. Il ministro ha confermato che si stanno studiando soluzioni per garantire un aiuto concreto a chi soffre maggiormente l’impatto dei rincari.

Tensioni sociali e politica: un clima teso oltre il caro carburanti

Nel clima di preoccupazione per il costo della vita e l’energia, il ministro Foti ha commentato anche gli episodi di violenza legati alle manifestazioni No Tav in Val di Susa e gli scontri recenti a Bologna, definendo la situazione “grave” e chiedendo unità istituzionale. Ha evidenziato come il dibattito politico spesso peggiori il clima con dichiarazioni infuocate, citando esempi di figure autorevoli che, con le loro parole, hanno alimentato tensioni.

In particolare, Foti ha criticato il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, per aver convocato una manifestazione per chiedere “chiarezza” dopo gli ultimi fatti, sottolineando che le indagini andranno avanti secondo le procedure senza bisogno di pressioni pubbliche. Questo episodio mette in luce una frattura politica e sociale che si riflette anche sul dibattito economico e sulla sicurezza, confermando quanto sia delicata la situazione nel nostro Paese, tra inflazione e tensioni interne.

Le misure contro il caro carburanti vogliono dare una risposta rapida per frenare i prezzi, ma l’orizzonte resta incerto, complicato da una situazione internazionale complessa e da tensioni interne che rendono questo luglio un mese decisivo per le scelte del governo e per la vita quotidiana degli italiani.

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