Una caduta di dodici metri, il volo fatale di una ragazza di appena 22 anni. Era una giovane allieva della scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza a Coppito, frazione dell’Aquila, quando ieri pomeriggio è precipitata dalla finestra della sua stanza. Erano le cinque del pomeriggio quando è successo, un momento che ha gettato nel dolore profondo la scuola e tutta la comunità locale. I soccorsi sono arrivati subito, ma le ferite – gravissime, soprattutto alla testa e al bacino – non le hanno lasciato scampo. Al San Salvatore dell’Aquila hanno tentato ogni strada, anche un intervento chirurgico d’urgenza, ma alla fine la giovane non ce l’ha fatta.
La caduta fatale: cosa è successo a Coppito
La giovane allieva maresciallo, iscritta al primo anno della scuola di Coppito, è precipitata da un’altezza stimata di almeno 12 metri, equivalente al secondo o terzo piano dell’edificio. Il luogo dell’incidente è la sua stanza all’interno della caserma dove si svolgono le attività formative della Guardia di Finanza. La ragazza, reduce dalla recente cerimonia di consegna delle fiamme – simbolo del passaggio al grado di allieva finanziere maresciallo – era nel pieno del suo percorso di formazione.
I soccorsi sono arrivati subito e l’hanno trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Salvatore, punto di riferimento per l’area aquilana. L’équipe medica ha fatto il possibile, eseguendo un intervento chirurgico complesso per cercare di stabilizzare i traumi cranici e pelvici. Nonostante l’impegno, le condizioni della 22enne sono peggiorate fino al decesso durante la notte.
Una scuola sotto shock: gli effetti della tragedia
La tragedia ha immediatamente segnato la vita quotidiana della scuola, mettendo in forse anche gli eventi in programma. Tra questi, la festa prevista per lunedì, per salutare i finanzieri del terzo anno che stanno per lasciare la caserma, sembra ormai compromessa. Il clima è carico di dolore e tensione, e sia gli allievi sia il personale fanno fatica a riprendere la normale attività.
La scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza, nota per la sua formazione militare severa, negli ultimi anni è stata anche al centro di alcune vicende difficili. Nel 2024, ad esempio, un capitano di 32 anni è stato denunciato da un’allieva di 24 per presunte violenze sessuali. La ragazza ha raccontato di essere stata convinta a recarsi a casa dell’ufficiale con la promessa di ottenere in anticipo le risposte a un test d’esame, ma avrebbe subito un’aggressione. Questo caso ha aperto un’indagine che ha coinvolto anche altri ufficiali, mettendo in luce conversazioni private con commenti inappropriati sugli allievi e le allieve.
Vecchie tensioni e accuse di maltrattamenti nella scuola di Coppito
Non è la prima volta che la scuola di Coppito finisce sotto i riflettori per questioni delicate. Nella primavera del 2025, infatti, alcuni allievi avevano denunciato presunti maltrattamenti e vessazioni da parte degli istruttori. Le segnalazioni avevano scatenato un acceso dibattito, anche tra i sindacati interni come Usif e Siaf, che però avevano bollato le accuse come infondate, parlando di tentativi di montare una ‘gogna mediatica’.
Negli ultimi anni, dunque, l’ambiente della scuola è rimasto teso, con episodi che hanno coinvolto sia gli allievi sia gli istruttori, portando a indagini e provvedimenti disciplinari. In questo contesto, dove la pressione di una formazione militare rigorosa è costante, si intrecciano dinamiche complesse. La morte di questa giovane allieva colpisce però in modo particolare, richiamando con forza l’attenzione sulla necessità di garantire sicurezza e tutela a chi frequenta questa istituzione.