Venezia 83: Giornate degli Autori 2026 con Matilda De Angelis, Catherine Deneuve, Mia Wasikowska e Luigi Lo Cascio in lineup stellare

Settembre bussa alle porte, e Venezia si prepara a trasformarsi ancora una volta nel cuore pulsante del cinema indipendente. La 23ª edizione delle Giornate degli Autori sta per prendere il via, portando con sé una ventata di novità e stelle consolidate. Mackenzie Davis, accanto a Rupert Friend, inaugurerà la rassegna, mentre sul finale spiccherà la presenza di Catherine Deneuve, con un film che promette emozioni forti. Tra prime mondiali e incontri ravvicinati, questa edizione si annuncia come un crocevia di culture e stili, dove l’Italia si mescola al mondo in corti, lungometraggi e dibattiti serrati. Venezia 83 si prepara a stupire.

“My Notes on Mars”: il film d’apertura tra memoria e mistero

Ad aprire le danze sarà “My Notes on Mars”, opera prima in inglese della regista ungherese Lili Horvát. La storia segue Margot, una scienziata interpretata da Mackenzie Davis, il cui rapporto con il marito Sam, ruolo di Rupert Friend, è in crisi. Durante un’escursione Margot scompare senza lasciare traccia, per poi tornare settimane dopo, proprio durante una cerimonia a lei dedicata, senza alcun ricordo della propria vita. Quello che resta è un’ossessione particolare: una ricerca scientifica sul pianeta Marte che Margot è decisa a ritrovare e distruggere.

Il racconto si muove tra suspense, tensioni interiori e tentativi di ricostruire legami, in un equilibrio sottile tra scienza e sentimenti. Sam spera che il ritorno di Margot possa risanare il loro matrimonio, ma si trova a fare i conti con un cambiamento profondo e un’ignoto difficile da affrontare. Una storia che parla di identità, perdita e rinascita, immersa in un’atmosfera densa di significati.

Dieci film, dieci voci dal mondo

Le Giornate degli Autori portano in concorso dieci film provenienti da ogni parte del mondo, ognuno con una sua prospettiva unica. Tra i titoli più attesi c’è l’argentino “A veces me entra tristeza, otras veces rebelión” di María Aparicio, che racconta l’incontro tra Eva, una regista a Madrid, e Dante, uno storico delle lotte operaie. Un film che esplora le difficoltà di una generazione precaria, con delicatezza e realismo.

“Agata the Writer” di Kuba Dorabialski porta sullo schermo la guerra in Bosnia attraverso gli occhi di una scrittrice, interpretata da Mia Wasikowska. Un mix di narrazione e sperimentazione per riflettere sul ruolo dell’artista nei confronti di eventi traumatici.

“Balcanica” di Nicola Sorcinelli segna un debutto importante per il cinema italiano: la fuga di un direttore d’orchestra afghano e suo figlio lungo la rotta balcanica. Matilda De Angelis è una dottoressa italiana che si unisce alla lotta per la sopravvivenza, tra ostacoli, controlli e violenze.

Gli altri titoli spaziano da “Camouflage”, che racconta la diaspora ucraina vista da un giovane a Monaco di Baviera, a “Dear Ajayi”, storia di due sorelle nigeriane tra sogni e tradizioni.

“I Plant My Hand in the Garden” narra la convivenza tra un uomo queer serbo e una rifugiata iraniana incinta a Berlino, mettendo a fuoco famiglia e difficoltà burocratiche.

“Les Indes” ci porta nel Seicento seguendo un nobile spagnolo in missione diplomatica, riflettendo sulle radici dell’ordine politico moderno.

“Salón de Belleza”, esordio della messicana Nathalia Acevedo, racconta di un parrucchiere gay che trasforma il proprio salone in un rifugio per malati, in un mondo segnato da una misteriosa malattia, affrontando temi di accoglienza e marginalità.

Chiude la lista “Une femme aujourd’hui” di Robert Guédiguian, un ritorno intenso con la storia di Juliette, donna di successo che decide di cambiare vita dopo un’aggressione, con un cast che vede volti storici del regista.

Il gran finale: “Peau d’homme”, una commedia queer nel Rinascimento italiano

La chiusura delle Giornate sarà affidata a “Peau d’homme” di Léa Domenach, fuori concorso. Ispirato all’omonima graphic novel di Hubert e Zanzim, il film è ambientato nel Rinascimento italiano. Al centro c’è Blanche, principessa costretta a sposare un comandante militare al posto di un principe. Grazie a una pelle magica, assume sembianze maschili per conoscere di nascosto il futuro marito, dando vita a una storia ironica e femminista.

Nel cast spiccano Catherine Deneuve, Karin Viard e Claire Pommet, nota come Pomme, insieme a Stefan Crépon ed Eddy de Pretto. Il film mescola musica, ironia e temi queer, offrendo uno sguardo originale su costume e identità in un periodo storico cruciale.

Eventi speciali e documentari: la cultura sotto i riflettori

Il programma delle Giornate include cinque eventi speciali, dal documentario al ritratto artistico. Tra questi spicca “Carla Lonzi, dentro e fuori dal mondo” di Francesca Archibugi, che racconta una figura chiave del femminismo italiano attraverso materiali d’archivio e testimonianze, tra cui quella di Nanni Moretti.

“El fantasma” di Ignacio Masllorens e David Lamelas riflette sulla memoria partendo da una biografia lacunosa di un artista argentino.

“Il Massacro” segue un regista in crisi che trasforma le sue esperienze personali e i rapporti virtuali in un’opera tra autobiografia e documentario.

“At Baraneya” di Ashgan El-Hamus racconta le tensioni di una famiglia egiziana di fronte alla vendita della casa di famiglia, con una giovane madre incinta che sogna un futuro diverso a Il Cairo.

Chiude la serie “Se venisse anche l’inferno” di Samuele Rossi, ambientato nell’inverno del 1944, con un partigiano isolato sulle Alpi che lotta per sopravvivere in attesa di nuovi sviluppi.

Le Notti Veneziane: il cinema italiano tra memoria e presente

Le Notti Veneziane celebrano quest’anno il cinema italiano contemporaneo. Si parte con “Scarpe rotte” di Roberta Torre, con Barbara Ronchi che dà volto a una donna nella Roma della guerra, raccontando la resistenza femminile con dialoghi semplici e momenti di intimità ispirati a Natalia Ginzburg.

Tra gli altri titoli, “Anatomia di un ritratto” ricostruisce la vita di Fernanda Wittgens, prima direttrice donna della Pinacoteca di Brera, mentre “Auber 89” segue il recupero della memoria di un attore attraverso vecchi filmati.

“Domenica capitale – Genere Domenicale” racconta due donne a fine carriera impegnate nel sociale tra Roma e Napoli, tra ascolto e riflessioni sul tempo che passa.

“La leggenda del deserto” torna nei campi profughi saharawi dopo trent’anni, tra memoria e attesa.

Il thriller radiofonico “Memoria del lampo” ricostruisce un omicidio irrisolto degli anni Ottanta, mentre “Il mestiere di Beppe Tufarulo” di Luigi Lo Cascio esplora il confine tra vita e morte attraverso il personaggio di Sauro Cantafame.

Attraverso poesia e canto, “Uno si distrae al bivio” indaga tradizioni e lotte sociali nella Lucania rurale. La sezione si chiude con “Si sveglia e sbadiglia, il gatto; poi l’amore”, riflessione sui sogni e le difficoltà di un’attrice precaria nella Roma turistica di oggi.

#confronti: torna il dibattito sul cinema italiano e le sue sfide

Tra le novità c’è il ritorno della sezione #confronti, dedicata al cinema italiano contemporaneo e ai temi sociali. Quattro i film in programma: “Fame d’aria” di Giuseppe Bonito, tratto dal romanzo di Daniele Mencarelli, con Paolo Pierobon in un viaggio con il figlio autistico, che racconta con delicatezza le difficoltà quotidiane e i rapporti familiari.

“I Nisidiani” di Riccardo Brun documenta il lavoro di un collettivo napoletano con i giovani detenuti dell’Istituto Penale per Minorenni di Nisida, attraverso letteratura e cultura.

“Mare mosso” di Roberto Cimpanelli è un noir ambientato a Ostia, con una giovane donna e un pianista segnati da un passato difficile, alle prese con segreti e scelte complesse.

Completa il quadro “Waiting for Ken Loach” di Simone Amendola, di cui si conoscono pochi dettagli ma che promette un focus su cinema e attualità.

In parallelo, la rassegna propone eventi sulle colonne sonore con l’ACMF, una masterclass sull’arte cinematografica e incontri su parità di genere e formazione nel settore audiovisivo. Tra queste anche “Africa Chiama”, un’iniziativa per favorire la collaborazione tra Italia e Africa in ambito accademico.

Corti Miu Miu Women’s Tales: femminilità e musica in primo piano

Le Giornate degli Autori ospiteranno anche due corti del progetto Miu Miu Women’s Tales. “Discipline”, con Amanda Seyfried, è ambientato in un collegio del Nord Italia, dove bambole a grandezza naturale seguono una routine severa sotto il controllo di burattinai. “Avec Kim”, diretto da Claire Denis e con Suzanne Lindon e la musicista Kim Gordon, riflette sul rapporto tra musica e immagini.

La giuria ufficiale, composta da Carla Simón, Sara Fgaier e Hania Mroué, assegnerà il GdA Director’s Award da 20.000 euro al miglior film del concorso, mentre il pubblico della Sala Perla potrà votare il Premio del pubblico.

In contemporanea, Venezia 83 ospiterà anche la Settimana Internazionale della Critica, con nomi come Edoardo Pesce, Claudio Santamaria e Margherita Vicario, per un settembre all’insegna del cinema e del confronto.

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