Roma si è fermata per Ultimo. Circa 250mila persone hanno affollato Tor Vergata, trasformando la serata in un evento senza precedenti. Ma quando le luci si sono spente, è scoppiato il vero caos. Strade bloccate, mezzi pubblici sovraffollati, attese interminabili: il ritorno a casa è diventato un incubo per migliaia di fan, molti dei quali venuti da fuori città. La notte è passata tra proteste e disagi, con molti costretti a restare all’aperto, in balia di un’organizzazione al collasso.
Collasso dei trasporti pubblici: metro e navette nel caos
Appena finito il concerto, è saltato il sistema dei trasporti. Le stazioni della metro C a Tor Vergata e il capolinea della metro A ad Anagnina hanno subito un afflusso ben oltre le previsioni, creando code e rallentamenti pesanti. Chi aveva puntato sulle navette dedicate si è trovato spesso a dover aspettare ore, tra mezzi insufficienti o addirittura assenti. Molti hanno parlato di “navette fantasma” che non si sono viste, lasciando la folla senza alternative.
I mezzi pubblici, già messi a dura prova dalla massa di spettatori, non sono riusciti a smaltire la folla in tempi ragionevoli. Le banchine delle stazioni erano prese d’assalto da migliaia di persone, con attese lunghissime che hanno messo a rischio anche la sicurezza. A peggiorare la situazione, la distanza tra il luogo del concerto e i punti di accesso ai mezzi, che ha aumentato la confusione e la pressione sulle aree circostanti.
Traffico bloccato e tariffe alle stelle per chi ha scelto taxi e auto
Non solo i mezzi pubblici hanno mostrato limiti evidenti. Le strade intorno a Tor Vergata e Anagnina sono subito impazzite. Auto, taxi e veicoli privati sono rimasti inchiodati nel traffico per ore, senza riuscire a muoversi. Gli spostamenti si sono trasformati in un calvario, con tempi di percorrenza che si sono allungati a dismisura.
I taxi, messi sotto pressione da una richiesta fuori dal comune, hanno fatto lievitare i prezzi delle corse in modo spropositato, scatenando le proteste di molti spettatori che hanno definito gli aumenti “ingiustificati”. Chi non aveva pianificato il ritorno o ha voluto evitare la calca dei mezzi pubblici si è trovato in una situazione difficile, con ritardi e disagi anche nei servizi di trasporto privato condiviso.
Fan bloccati per ore: testimonianze di una notte difficile
I video e le foto che girano sui social raccontano una notte difficile per tanti spettatori, costretti a passare ore all’aperto. Marciapiedi, aree verdi e dintorni delle stazioni della metro si sono trasformati in dormitori improvvisati. Ragazzi, ma anche famiglie con bambini, senza riparo né punti di appoggio, hanno atteso al freddo e al caldo, senza sapere quando avrebbero potuto muoversi.
Molti hanno raccontato di attese fino all’alba, qualcuno ha persino dormito a terra per mancanza di alternative. Una testimonianza ha messo in luce la presenza di bambini tra la folla, aumentando le preoccupazioni. Stanchezza, caldo e incertezza hanno alimentato un senso di smarrimento diffuso, che ha evidenziato le carenze nell’organizzazione dell’evento.
Maxi schermi in tilt: la vista del concerto delude molti fan
Durante il concerto non sono mancate le critiche anche sulla qualità della visione. Alcuni spettatori hanno segnalato problemi con i maxi schermi sparsi nell’area: malfunzionamenti o scarsa visibilità hanno limitato l’esperienza di chi si trovava lontano dal palco. Questi disservizi, molto discussi sui social, hanno fatto emergere un altro punto debole nell’organizzazione.
La qualità degli schermi e degli strumenti visivi è stata giudicata insufficiente rispetto alle aspettative, penalizzando chi non era in prima fila e riducendo la godibilità dello spettacolo.
Il sindaco Gualtieri promette interventi: cosa cambierà
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, è intervenuto sulle criticità emerse, assicurando che l’amministrazione sta seguendo la situazione con attenzione. Gualtieri ha ammesso la necessità di migliorare la logistica e la gestione dei grandi eventi per evitare che il deflusso del pubblico diventi un problema.
Ha garantito che le segnalazioni raccolte serviranno a correggere le procedure e a potenziare i servizi di trasporto e sicurezza nelle prossime occasioni. L’obiettivo è rendere Roma più efficiente nell’accogliere eventi di questo tipo, evitando disagi simili a quelli vissuti dopo il concerto di Ultimo. Un impegno che coinvolge diverse realtà, dai trasporti ai servizi comunali, per garantire a cittadini e visitatori il diritto a muoversi senza intoppi.