Cinque morti in 24 ore, dice l’Organizzazione mondiale della sanità. Il ministero della Salute, invece, smentisce: «Nessuna conferma ufficiale». È scontro aperto sui numeri delle vittime del caldo in Italia, mentre l’ondata di calore continua a stringere la morsa su tutto il Paese. Non è la prima volta che accade: i dati sulle morti causate dal caldo, spesso, sono al centro di polemiche e interpretazioni contrastanti. Ma questa volta la differenza tra le due fonti è netta, e lascia un interrogativo: quanto pesa davvero il caldo sulle vite degli italiani? La risposta, come spesso accade, non è così semplice.
Ministero della Salute: nessuna conferma sui cinque decessi attribuiti al caldo
Maria Rosaria Campitiello, capo del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute, ha chiarito la posizione italiana durante un convegno al Senato. Ha spiegato che nei registri ufficiali italiani non risultano quei cinque decessi segnalati dall’OMS come legati all’ondata di calore. Il problema, dice Campitiello, è il modo in cui vengono raccolti i dati: il ministero si basa su segnalazioni “just in time” inviate dai Comuni, dati concreti e verificati, mentre l’OMS utilizza stime e proiezioni che rischiano di anticipare o sovrastimare la realtà.
La responsabile ha sottolineato che in Italia i Comuni sono tantissimi e molte comunicazioni sono ancora da elaborare. Per questo, a breve è prevista una verifica che dovrebbe fornire un quadro più preciso, probabilmente diverso da quello dell’OMS. Capire quale sia la situazione reale è essenziale per mettere in campo le giuste misure di prevenzione e tutela della salute.
OMS lancia l’allarme: cinque morti in Italia e ondate di calore sempre più frequenti
Hans Henri P. Kluge, direttore regionale OMS per l’Europa, ha ribadito come le ondate di calore siano ormai eventi ricorrenti e sempre più pesanti. Nel suo ultimo rapporto mette in luce l’aumento significativo degli accessi ai pronto soccorso e degli interventi di emergenza nelle città europee, con il caldo che si conferma un fattore di rischio in crescita. L’Organizzazione mondiale della sanità afferma che in Italia si sono registrati cinque decessi direttamente collegati alle temperature elevate.
Kluge ha portato dati preoccupanti anche da altri paesi: in Francia le chiamate ai servizi di emergenza sono aumentate fino al 50%, a Londra si è toccato un record storico di interventi per situazioni pericolose in un solo giorno. La Spagna, con oltre 300 morti stimate in pochi giorni, resta uno degli stati più colpiti. L’OMS riconosce i progressi fatti nella prevenzione, ma avverte che senza questi interventi le morti da caldo nel 2023 sarebbero aumentate dell’80%, un dato che spinge a intensificare gli sforzi.
Ospedali sotto pressione, il caldo mette a dura prova la sanità
Non sono solo le vittime dirette a preoccupare, ma anche la crescente pressione sugli ospedali. Secondo Kluge, in tutta Europa si registra un aumento di chiamate e accessi ai pronto soccorso per problemi legati al caldo: colpi di calore, disidratazione, emergenze cardiovascolari. Le strutture italiane stanno ricevendo un numero elevato di pazienti, mettendo a dura prova la capacità di gestione delle emergenze.
Le complicazioni non riguardano solo i casi più gravi, ma un vasto spettro di disturbi che colpiscono soprattutto anziani, bambini e chi ha patologie croniche. I servizi di emergenza faticano a reggere, come dimostrano i numeri record di Londra e le situazioni critiche in Francia e Spagna. In questo contesto, prevenzione e organizzazione sanitaria sono fondamentali per contenere i danni.
Prevenzione in azione: i paesi europei si muovono per limitare i danni
Nonostante i numeri inquietanti, ci sono segnali incoraggianti. Le strategie anticaldo messe in campo in diversi Paesi europei hanno evitato una crisi ancora più grave. L’OMS sottolinea come, grazie a queste misure, il numero di morti premature nel 2023 sia stato contenuto. Senza interventi mirati, soprattutto a tutela degli anziani, le vittime sarebbero state molto di più.
Tra le strategie ci sono piani di emergenza specifici, sistemi di allerta precoce e iniziative per garantire ambienti freschi ai soggetti più fragili. Anche il rafforzamento dei servizi sociali e sanitari gioca un ruolo chiave nel monitoraggio e nell’assistenza tempestiva. L’OMS invita a estendere e uniformare queste misure in tutta Europa, ricordando che non sono solo formalità burocratiche, ma azioni che salvano vite.
Verso una risposta europea coordinata: la riunione del 6 luglio
Per fare il punto sulla situazione e coordinare le azioni, l’OMS Europa ha convocato per il 6 luglio una riunione straordinaria con i responsabili nazionali delle emergenze, dell’ambiente e del clima. Sarà l’occasione per analizzare le lezioni dell’ondata di calore in corso e valutare la preparazione in vista delle prossime estati.
Si parlerà anche delle risorse aggiuntive e del supporto che l’OMS potrà offrire per rafforzare la capacità di risposta degli Stati membri. Kluge ha definito questa ondata una “prova generale”, un assaggio delle estati sempre più dure che ci aspettano a causa del riscaldamento del continente, più rapido della media globale. La strada è chiara: servono misure efficaci e condivise, e non c’è più tempo da perdere.





