Sei giorni fa, due sorelle di 16 e 12 anni sono svanite nel nulla dalla comunità educativa in Abruzzo che le ospitava. Alisya e Sarah Di Giacinto non hanno lasciato tracce, e quel che inizialmente sembrava una fuga volontaria ora si complica. I genitori, separati, hanno entrambi sporto denuncia, mentre gli investigatori allargano il raggio delle ricerche, valutando anche l’ipotesi di un rapimento. Il caso tiene con il fiato sospeso Minturno e oltre, in un silenzio carico di domande.
Dove sono sparite e come funziona la comunità educativa in Abruzzo
Le ragazze erano ospiti della struttura “Ofh Hope”, una casa famiglia a Civitella Alfedena, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, una zona isolata e tranquilla, circondata dai boschi. Secondo le prime ricostruzioni, Alisya e Sarah sarebbero uscite tra le 2 e le 6 del mattino, in un momento in cui nessuno le ha viste. La comunità non ha telecamere né sistemi di allarme, cosa che ha subito complicato le ricerche.
Il posto è lontano dai centri abitati più frequentati. C’è il sospetto che un’auto abbia preso a bordo le ragazze proprio in quelle ore. Gli operatori della casa famiglia hanno espresso dubbi sulla sicurezza: una porta rotta avrebbe potuto facilitare l’ingresso dall’esterno, aprendo la strada a un possibile intervento di terzi.
Chi erano Alisya e Sarah: un ritratto delle due sorelle prima della sparizione
Alisya, la maggiore, aveva 16 anni e studiava in un istituto tecnico turistico a Castel di Sangro. Chi la conosce la descrive come riservata e sensibile, appassionata di danza e atletica. Sognava di diventare criminologa, un desiderio confidato al fidanzato Joseph, che ha raccontato agli investigatori di aver notato un cambiamento in lei: “Sembrava volesse dirmi qualcosa, ma non ci riusciva”. La frase “Hanno paura del buio” che gli ha detto lo ha lasciato perplesso e ha attirato l’attenzione degli inquirenti.
Sarah, 12 anni, frequentava la scuola media a Barrea. Anche lei timida e tranquilla, ma molto legata alla sorella maggiore. Voleva fare l’estetista. Il loro rapporto era molto stretto: Alisya faceva da guida, Sarah si appoggiava a lei nei momenti difficili.
Famiglia complicata: i nodi dietro la sparizione
La famiglia Di Giacinto attraversa un periodo difficile. I genitori sono separati. La madre, Valentina D’Acunto, aveva perso la potestà genitoriale, mentre il padre, Stefano, l’ha ottenuta a maggio di quest’anno, cercando di riallacciare i rapporti con le figlie. Stefano era stato accusato di maltrattamenti, ma è stato assolto. Le ragazze, però, non sembravano intenzionate a tornare con lui, come si evince da alcune lettere scritte da loro.
Le autorità non hanno ricevuto segnalazioni recenti sulle ragazze nel sud pontino, la zona dove vive la famiglia. Il padre si è preso una pausa dal lavoro per dedicarsi alla ricerca, la madre è rimasta a casa in attesa di notizie.
Indagini a tutto campo: perquisizioni, ricerche e analisi
Le ricerche si concentrano sulle aree boschive intorno alla comunità educativa, soprattutto vicino al lago di Barrea. Squadre di vigili del fuoco, carabinieri e volontari perlustrano il territorio con l’aiuto di droni e cani addestrati a seguire le tracce olfattive.
Gli investigatori hanno sequestrato i telefoni delle ragazze, trovati nella loro stanza, e stanno controllando messaggi e chiamate recenti. È stata fatta anche una perquisizione a casa della madre, senza risultati. La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori.
Secondo gli inquirenti, le ragazze sono uscite da una porta, non da una finestra, il che esclude una fuga disperata e suggerisce una partenza organizzata o almeno consentita da qualcuno presente.
Il legame tra sorelle e il rapporto con la comunità educativa
Un altro aspetto emerso riguarda il forte attaccamento delle ragazze ai loro cani Jack Russell, che sono rimasti separati da loro all’arrivo in comunità. Avevano chiesto di poterli vedere o portare con sé, ma la richiesta era stata negata, una situazione che avrebbe creato disagio.
Gli operatori le descrivono come sempre educate e rispettose, mai inclini a scappare o creare problemi. Questo rende ancora più misteriosa la loro scomparsa improvvisa.
Il legame emotivo tra le sorelle è stato fondamentale: Alisya proteggeva Sarah, che a sua volta si affidava molto a lei. Una sensibilità particolare le ha tenute unite anche nei momenti difficili.
Le ricerche proseguono senza sosta, con la speranza di ritrovarle al più presto. Gli investigatori non escludono nessuna pista, tenendo d’occhio ogni dettaglio, dalla famiglia alla comunità, fino a ogni possibile evento nelle ore prima della scomparsa.





