Dixit a Bologna: il gioco da tavolo che rivoluziona la psicoterapia con il progetto Closer

Nel cuore di Bologna, un mazzo di carte ha smesso di essere solo un passatempo. Lo scorso weekend, Dixit — il celebre gioco da tavolo noto per le sue illustrazioni oniriche e la fantasia che scatena — è diventato protagonista di qualcosa di inedito. Non un semplice gioco, ma uno strumento che ha coinvolto psicologi e cittadini in un’esperienza interattiva dentro il progetto Closer – Becoming the City. Tra risate e riflessioni, si sono create nuove carte, pensate non solo per divertire, ma per entrare nel mondo della psicoterapia. Una trasformazione che ha sorpreso chiunque abbia partecipato.

Dixit e l’inconscio: un ponte tra gioco e psicoterapia

Dixit è noto soprattutto come gioco da tavolo basato su creatività e immaginazione, ma ha trovato spazio anche nel campo della psicoterapia grazie alle sue immagini evocative. La neuropsichiatra infantile Chiara Coci, del Policlinico di Milano, spiega che il gioco riflette il meccanismo della “proiezione”: un processo inconscio in cui si trasferiscono su stimoli esterni paure, desideri e giudizi nascosti. È proprio durante il gioco che questo meccanismo emerge con forza.

Secondo la dottoressa Coci, Dixit funziona in modo simile alle famose macchie di Rorschach, utilizzate da decenni come test psicologico. Queste immagini ambigue aiutano a intuire dinamiche mentali nascoste. Dixit non è ancora riconosciuto come strumento standardizzato né utilizzabile in tribunale, ma il suo potenziale è evidente. Nato dalla mente di Jean-Louis Roubira, psichiatra infantile esperto nelle relazioni madre-bambino, Dixit si presta particolarmente a interpretazioni psicologiche.

Le carte, senza parole e ricche di immagini simboliche e suggestive, stimolano l’immaginazione e la riflessione personale. Questo favorisce la “proiezione” di significati ed emozioni interiori da parte dei giocatori, creando un quadro ricco di spunti sulla psiche individuale e le sue dinamiche profonde.

Dixit: tra gioco e terapia, come funziona davvero

Dixit è arrivato nel 2008 come un gioco da tavolo semplice, ma con un forte coinvolgimento narrativo. È un party game che punta tutto sulla creatività, mettendo al centro il dialogo e l’interpretazione tra i partecipanti. Il successo è stato immediato, tanto che oggi l’azienda italiana Asmodee ne cura la distribuzione e pubblica diverse varianti.

Le regole sono semplici. A ogni turno, un giocatore fa da narratore e sceglie una carta dalla propria mano, composta solo da illustrazioni evocative senza testi. L’immagine può avere più significati e il narratore dà un indizio – una parola, una frase o una citazione – che la richiama senza però svelarla del tutto.

Gli altri devono allora scegliere dalla loro mano una carta che si adatti all’indizio. Tutte le carte vengono mescolate e mostrate insieme. La sfida è capire quale fosse quella del narratore. Se l’indizio è troppo chiaro, tutti indovinano; se troppo oscuro, nessuno ci riesce. Il punteggio premia chi trova l’equilibrio tra chiarezza e ambiguità.

In terapia, questo meccanismo aiuta a scoprire dinamiche psicologiche profonde. La ricchezza visiva e simbolica delle carte stimola associazioni spontanee che rivelano aspetti inconsci, molto simili all’approccio del test di Rorschach. Per questo psicologi usano Dixit come strumento non convenzionale per facilitare il dialogo interiore e supportare la diagnosi.

A Bologna l’esperimento che trasforma Dixit in terapia

L’installazione interattiva di Bologna, parte del progetto Closer – Becoming the City, ha portato Dixit fuori dal contesto del gioco per inserirlo in un ambiente di sperimentazione artistica e psicologica. Durante l’evento sono state realizzate nuove carte, create con il contributo diretto dei partecipanti, per potenziare il valore espressivo e terapeutico del gioco.

L’iniziativa ha mostrato come Dixit possa raccogliere in immagini elementi dell’immaginario collettivo e personale, diventando così uno strumento per riflettere su sé stessi. L’interazione con le nuove carte stimola reazioni emotive e cognitive, favorendo sia l’esplorazione dell’inconscio, sia il piacere della condivisione e della scoperta.

Questo esperimento conferma la versatilità di Dixit, capace di andare oltre il semplice intrattenimento e affermarsi come strumento utile in ambito clinico. Il progetto bolognese è un esempio concreto di come la cultura del gioco possa dialogare con la psicologia, aprendo nuove strade per la ricerca e la cura.

Dixit ha il potere di raccontare storie nascoste e trasformare immagini ambigue in chiavi di lettura personali. È una sfida che continua a interessare clinici, educatori e artisti, dimostrando che i giochi da tavolo possono diventare anche strumenti di profonda introspezione e conoscenza.

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