Fausto Gianelli è finito nel vortice di una bufera mediatica scatenata dall’attentato di Modena, compiuto da Salim El Koudri. L’avvocato, da giorni bersaglio di accuse e insulti, ha deciso di rompere il silenzio. Racconta di un clima teso, fatto di critiche e denunce che non risparmiano nemmeno lui. La polemica, partita dai social, ha rapidamente invaso le pagine dei giornali di area centrodestra, arrivando a coinvolgere ex ministri e influencer. Tutti, a modo loro, gli attribuiscono intenti politici che Gianelli respinge con forza, ricordando quale sia il suo vero ruolo: difensore.
Attacchi mirati: l’accusa di militanza politica e i legami sotto la lente
Gianelli respinge con forza le accuse di essere un attivista politico mascherato da avvocato. Tra i più critici c’è Carlo Giovanardi, ex ministro, che sul Giornale lo ha descritto come un legale noto per il sostegno a posizioni palestinesi radicali, mettendo in dubbio la sua scelta di difendere El Koudri in un caso così delicato. Secondo Giovanardi, la difesa affidata a Gianelli non combacerebbe con la versione del gesto di un “squilibrato” e suonerebbe più come un’operazione politica.
Anche Il Tempo ha scavato nel passato professionale di Gianelli, ricordando la sua difesa di Abu Rawwa Adel Ibrahim Salameh, indagato per presunti finanziamenti a Hamas, nell’ambito di un’inchiesta della DDA di Genova. Il suo nome emerge in contesti come i Giuristi Democratici di Modena e in associazioni europee per la democrazia, con esperienze da osservatore in zone calde come Palestina e Turchia. Le sue posizioni, spesso critiche verso il governo italiano e Israele, hanno contribuito a costruire un’immagine controversa che ora pesa sulla sua figura pubblica.
Scontro social: Adinolfi punta il dito e Gianelli risponde
Il dibattito si è acceso anche sui social, dove Mario Adinolfi ha lanciato pesanti accuse contro Gianelli, definendolo un militante di sinistra vicino alle cause islamiste e al Partito Democratico. Su Facebook, Adinolfi ha chiesto apertamente chi abbia affidato la difesa di El Koudri a Gianelli e chi ne copra le spese, parlando di domande “semplici” e legittime a cui pretende risposte chiare.
Gianelli ha risposto duramente, denunciando la costruzione di un clima ostile e una vera e propria macchina del fango messa in moto per trasformarlo in un bersaglio politico. Ha citato insinuazioni che lo vedrebbero finanziato da soggetti vari, dal Comune di Modena a gruppi politici, fino a organizzazioni internazionali come Soros e addirittura legami con il terrorismo. Senza entrare nel dettaglio degli insulti ricevuti, Gianelli ha ribadito che la sua difesa si fonda sui fatti e che molte accuse nascono da strumentalizzazioni ben lontane dal diritto.
Chi paga l’avvocato? La verità sui finanziamenti e la famiglia dietro El Koudri
Sulla questione dei costi legali, Gianelli è stato chiaro: è la famiglia di El Koudri a sostenere le spese, tramite una persona di fiducia legata ai parenti dell’imputato. La sorella di El Koudri ha contattato il suo studio attraverso un’amica, già cliente in passato.
L’avvocato descrive i suoi assistiti come persone comuni, due genitori che lavorano in Italia da oltre trent’anni, residenti a Ravarino, dove crescono i figli frequentando la scuola e la comunità. Una famiglia che non si è nascosta, né davanti alla giustizia né davanti ai media, e che sta affrontando il dolore con dignità.
Gianelli sottolinea che il suo compito non è giustificare il gesto di El Koudri, ma capire cosa abbia scatenato quella violenza improvvisa. Punta a un processo giusto, capace di dare risposte alle vittime, ai loro cari, ma anche alla famiglia dell’imputato e alla comunità di Modena.
Il legale ribadisce infine la necessità di tenere separate la funzione difensiva da qualsiasi strumentalizzazione politica o mediatica che rischia di distorcere i fatti.





