Allarme OMS: dilaga la disinformazione su Ebola con video deepfake del medico americano infettato

Un medico americano, specialista in malattie infettive, parla con tono grave di un’epidemia in corso. Solo che quel video, apparentemente autentico, è frutto di un deepfake creato con l’intelligenza artificiale. L’Organizzazione mondiale della sanità ha acceso un faro su questo pericolo crescente. Le immagini manipolate diventano sempre più credibili, mettendo a rischio la chiarezza delle informazioni proprio quando la salute pubblica ne ha più bisogno.

Video deepfake, l’Oms: «Una minaccia per la salute pubblica»

Nei primi mesi del 2024, l’Oms ha puntato i riflettori su un nuovo rischio per la salute pubblica: i video deepfake. Si tratta di filmati in cui volti, voci e gesti di personaggi noti o esperti vengono modificati con software di intelligenza artificiale, creando messaggi completamente falsi. Nel caso che ha fatto scattare l’allarme, un medico americano, riconosciuto specialista in malattie infettive, appare in un video che racconta una presunta emergenza sanitaria.

L’Organizzazione mondiale della sanità parla chiaro: questi video sono «una minaccia concreta» perché possono diffondere notizie sbagliate su malattie, cure e misure preventive, minando la fiducia nelle istituzioni mediche. Spesso circolano sui social network, raggiungendo milioni di persone che non sospettano nulla. Il risultato? Panico, sfiducia e persino il rifiuto di vaccinazioni o terapie consigliate.

Le autorità stanno cercando di mettere a punto sistemi per riconoscere e bloccare questi contenuti, ma la velocità con cui si diffondono rende il compito molto difficile. L’Oms invita tutti a controllare sempre le fonti ufficiali e a evitare di condividere materiali sospetti, per non alimentare la disinformazione.

Il deepfake del medico americano: come è nato il video falso

Il video sotto la lente mostra un medico americano specializzato in malattie infettive che parla con sicurezza di una nuova infezione. In realtà, quell’immagine è stata ricostruita al computer partendo da registrazioni vere, poi modificate con algoritmi di intelligenza artificiale. Il volto e la voce sembrano identici all’originale, ma il contenuto del messaggio è stato inventato, senza alcun legame con dichiarazioni reali.

I software usati rispondono a comandi testuali e riescono a riprodurre movimenti labiali e intonazioni con grande precisione, rendendo difficile capire quando un video è autentico o contraffatto. In questo caso il deepfake ha iniziato a circolare soprattutto su social poco controllati, diffondendo informazioni inesistenti su contagio e misure preventive e creando un falso allarme.

Gli esperti stanno lavorando a tecnologie capaci di scovare questi video grazie all’analisi dei pixel, alle impronte vocali e a eventuali discrepanze nei movimenti del volto. Ma il settore è in continua evoluzione e i programmi per manipolare i video stanno diventando sempre più accessibili anche a chi non è un professionista.

Quando i video falsi mettono a rischio la salute pubblica

La diffusione di video manipolati ha conseguenze pesanti, sia sul piano sociale che sanitario. In momenti di crisi come epidemie o pandemie, la rapidità e l’affidabilità delle informazioni sono fondamentali per organizzare risposte efficaci. Quando circolano messaggi falsati, si crea solo confusione e si indebolisce la collaborazione con le autorità.

Nel caso del video con il medico americano, venivano lanciate notizie non verificate su nuove varianti di virus e protocolli sanitari inesistenti. Questo ha scatenato discussioni accese online, e alcune persone hanno preso decisioni mediche basandosi su queste bufale, mettendo a rischio la propria salute e quella degli altri.

Le istituzioni devono quindi affrontare non solo la lotta ai virus, ma anche quella contro l’infodemia, cioè l’esplosione di informazioni false o fuorvianti legate alla salute. La diffusione incontrollata dei deepfake rende tutto più difficile, richiedendo uno sforzo condiviso tra enti sanitari, piattaforme digitali e cittadini.

Come si combattono i deepfake: strategie e strumenti internazionali

Per fermare la diffusione dei video falsi, l’Oms e altre organizzazioni internazionali stanno adottando diverse strategie. Tra queste ci sono campagne di informazione per il pubblico, strumenti tecnologici per individuare i deepfake e protocolli rapidi per verificare l’autenticità dei contenuti.

Un punto chiave è potenziare l’educazione digitale, insegnando alle persone a riconoscere segnali di manipolazione, come messaggi incoerenti, qualità video strana o fonti dubbie. Le piattaforme social, sotto pressione, stanno aggiornando regole e algoritmi per limitare la diffusione di video falsi prima che diventino virali.

Sul fronte tecnico, si sviluppano intelligenze artificiali in grado di analizzare dati biometrici e incongruenze temporali all’interno dei video, per distinguere più facilmente tra realtà e finzione. Inoltre, la collaborazione tra governi e aziende tecnologiche è fondamentale per mettere in campo una risposta coordinata a livello globale.

L’obiettivo è proteggere la salute pubblica e mantenere credibili le comunicazioni ufficiali, indispensabili quando si affrontano crisi come quelle attuali. La sfida resta alta, visto che le tecniche di manipolazione continuano a migliorare e a diffondersi a ritmi serrati.

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