Garlasco, difesa Sempio: «Audio incomprensibili e battuta sul ticket parcheggio, solo ironia»

Vent’anni fa, una notte di sangue sconvolse Garlasco. Chiara Poggi venne uccisa. Da allora, Andrea Sempio è rimasto il solo indagato, intrappolato in un’inchiesta senza fine. Ora, mentre l’accusa accumula nuovi elementi, la difesa risponde con forza. Tra contro-consulenze, esami e approfondimenti sulla scena del crimine, gli avvocati cercano ogni crepa nell’accusa. “La pressione su Andrea è enorme,” racconta la sua legale, “la sua vita è appesa a un filo.” E lui, preparato a tutto, si aggrappa anche a dettagli come audio controversi e discussioni sul ticket del parcheggio, che potrebbero cambiare tutto.

Difesa al lavoro: test psicologici e nuovi accertamenti a Roma

Gli avvocati di Sempio, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, hanno messo in piedi un piano di contro-consulenze tecniche, sfruttando i venti giorni dopo la chiusura delle indagini per smontare le prove raccolte. Tra le prime mosse, una serie di esami fisici e psicologici condotti a Roma sotto la supervisione della psicologa Valentina Marsella. Qui sono stati fatti test per tracciare il profilo psicologico di Sempio, un passaggio chiave per capire la sua attendibilità.

Sul fronte tecnico, la difesa si concentra sulla scena del delitto. Sono stati chiesti nuovi accertamenti su dati antropometrici e sulle tracce di sangue trovate nella villetta di via Pascoli. Particolare attenzione è rivolta all’“impronta 33”, considerata dall’accusa una prova fondamentale ma che ora viene messa in discussione. I consulenti medico-legali della difesa stanno riesaminando gli stessi dati analizzati in precedenza dalla Procura, alla ricerca di possibili errori o incongruenze. Un lavoro certosino, che punta a indebolire la solidità delle accuse.

Audio incriminati sotto la lente: cosa dicono davvero?

Un capitolo delicato riguarda una serie di file audio ritenuti dagli inquirenti come prove quasi schiaccianti, con bisbigli attribuiti a Sempio interpretati come una confessione implicita. La difesa, però, non ci sta. L’avvocato Cataliotti ha spiegato che un esperto sta cercando di “ripulire” quei registri, per chiarire meglio cosa si senta davvero. I rumori di fondo hanno finora reso difficile capire con certezza le parole, sollevando dubbi sulla validità di queste registrazioni.

Gli audio sono sotto esame anche per valutare il contesto, il tono e la voce. Se confermassero i sospetti degli investigatori, sarebbero un colpo pesante per Sempio. Ma se invece emergessero interpretazioni diverse o una scarsa chiarezza, potrebbe saltare uno dei pilastri dell’accusa.

Il ticket del parcheggio e le intercettazioni: un nodo cruciale

Tra i punti più controversi spicca il biglietto del parcheggio ritrovato a Vigevano. Secondo la Procura di Pavia, quel ticket sarebbe un falso alibi, emesso non da Sempio ma da sua madre. A sostegno di questa tesi, ci sono alcune intercettazioni ambientali durante conversazioni in famiglia, che gli inquirenti interpretano come un tentativo di costruire un alibi.

La difesa però respinge questa lettura. Gli avvocati sostengono che quei dialoghi sono solo battute ironiche tra i genitori di Sempio, senza alcuna intenzione di coprire o manipolare. Per i legali, prendere quelle frasi come prova è un’esagerazione. Questo aspetto resta uno dei punti più delicati: mette in discussione l’attendibilità della ricostruzione investigativa e la credibilità dell’imputato.

Andrea Sempio torna a parlare: le parole a Quarto Grado

Andrea Sempio ha scelto di rompere il silenzio in tv, partecipando a Quarto Grado. Nel corso dell’intervista ha ribadito con forza la sua innocenza, respingendo l’idea di essere coinvolto nell’omicidio di Chiara Poggi. A cambiare rispetto al passato è il modo in cui si esprime. Gli analisti del Racis hanno notato che, mentre prima usava termini vaghi come “vicenda” o “caso”, questa volta ha parlato apertamente di “omicidio”.

Un cambio di tono che potrebbe far pensare a una strategia più decisa per rafforzare la sua posizione. Inoltre, ha negato con fermezza ogni interesse personale verso Chiara Poggi, smentendo di aver mai visto video su di lei o di essere stato attratto da lei. Così, cancella un altro possibile movente ipotizzato dagli investigatori, dando nuova forza alla sua versione.

L’attenzione resta alta sulle prossime mosse della difesa e sui risultati delle consulenze tecniche, che potrebbero segnare una svolta. Intanto, la ricerca della verità continua a tenere con il fiato sospeso un’intera comunità, mentre i dettagli emergono lentamente in un processo ancora aperto.

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