Nathan firma per casa gratuita a Palmoli: primo passo verso il ritorno della famiglia nel bosco

Ieri a Palmoli, un piccolo paese vicino Vasto, è stata firmata una promessa di cambiamento. Nathan Trevallion e i suoi tre figli, dopo mesi difficili, hanno ottenuto un immobile comunale destinato a diventare la loro prima vera casa. Un comodato gratuito, niente di più concreto. Eppure, nonostante la firma e l’entusiasmo, il trasferimento resta sospeso. La casa rimarrà vuota, in attesa che si risolvano le ultime questioni prima di poter finalmente riabbracciare una vita più stabile.

Comodato gratuito: una soluzione temporanea per mettere in sicurezza i bambini

Il Comune di Palmoli ha concesso a Nathan Trevallion una casa comunale in contrada Fontelacasa. L’accordo dura al massimo due anni e nasce dall’esigenza di garantire ai tre minori un posto sicuro, mentre la loro abitazione originaria viene sistemata secondo le norme igienico-sanitarie. Il comodato gratuito permette di abitare senza spese, ma solo per un periodo limitato e con l’obbligo di usare la casa solo per scopi sociali.

La casa è essenziale: due camere, cucina, bagno e uno spazio pensato come area giochi. Alimentata da pannelli fotovoltaici, funziona senza allacciamento al gas. Questa sistemazione è un “ponte” verso il futuro, una soluzione d’emergenza nata dopo che il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha temporaneamente tolto a Nathan la responsabilità genitoriale. La decisione è arrivata dopo l’intossicazione da funghi che ha coinvolto i bambini e ha fatto scattare l’intervento dei servizi sociali.

La nuova casa resta vuota: Nathan resta al casolare per la fattoria

Nonostante la disponibilità immediata della casa, Nathan ha deciso di non trasferirsi subito. La sua priorità resta la gestione della fattoria familiare, un’attività centrale per la sua vita e per il rapporto con i figli. «Andrò a vivere nella nuova casa solo dopo il ricongiungimento», ha detto più volte. Per ora preferisce restare nel casolare dove allevano cavallo, asinello, galline e dove presto inizierà anche a curare un orto.

Questa scelta riflette un legame forte con una vita semplice, a contatto con la natura, che Nathan ritiene fondamentale per la sua famiglia, anche se soggetta a prescrizioni e controlli. Non è solo un attaccamento affettivo, ma un modo concreto di prendersi cura degli animali e mantenere un po’ di stabilità in un momento difficile.

Visite quotidiane e aiuti concreti: come si regge la famiglia in questa fase

Anche se i bambini sono ospitati temporaneamente in una comunità di Vasto, Nathan li vede quasi ogni giorno. I servizi sociali riconoscono la sua capacità di garantire un sostegno morale costante e lo considerano l’unico punto di riferimento stabile durante questa separazione forzata. Mentre Nathan si dedica alla fattoria e aspetta il ricongiungimento, il Comune di Palmoli, guidato dal sindaco Giuseppe Masciulli, ha messo a disposizione un aiuto economico specifico per la scuola dei minori.

Il sostegno comunale copre la scuola parentale e il doposcuola, assicurando così continuità educativa nonostante le difficoltà familiari. Intorno alla famiglia si crea così una rete di supporto concreta, un tentativo di offrire ai bambini un ambiente stabile e stimolante anche fuori casa.

La madre Catherine Birmingham e il nodo degli incontri con i figli

La situazione della madre, Catherine Birmingham, è ancora incerta. Vive nel casolare isolato, in attesa di autorizzazioni per riprendere i contatti diretti con i bambini. Dopo l’allontanamento dalla comunità a marzo, gli incontri sono stati sospesi, aumentando la frattura nella famiglia.

Con l’arrivo della Pasqua, la famiglia resta divisa: Nathan sarà l’unico genitore a passare le feste con i figli, ancora lontani dal ricongiungimento vero e proprio. La casa in Fontelacasa è pronta ad accoglierli, ma per ora resta silenziosa, custode di un futuro che tarda ad arrivare.

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