Suzanne Galfredi

Insegnante di Basic Yoga

 

Perché Yoga?
Un’amica insegnante dice che la pratica yoga le ha permesso di tornare a casa.
Attraverso il lavoro sul corpo e sul movimento, sulla consapevolezza, sulla concentrazione, sull’ascolto e sul respiro, lo yoga mi ha permesso di accedere a sensazioni a lungo dimenticate, di calmare la mente ed aiutarla, appunto, a tornare a casa. Ed è proprio questo che mi piace cercare di condividere con chi partecipa alle mie lezioni, indipendentemente dalle sue condizioni di salute: le sensazioni di connessione, radicamento, presenza nello spazio, apertura, allineamento, equilibrio, ritmo, leggerezza e vitalità.
Come dice Matthew Sanford “i principi dello yoga sono universali e non discriminano” e quella che pratichiamo, in fondo, è “umanità travestita da yoga”.

Qual è stato il tuo percorso professionale?
Dopo aver studiato e praticato teatro-danza per dieci anni ed essermi in seguito dedicata ad attività artistiche diverse, mi sono riavvicinata alle discipline olistiche quando ho avuto bisogno di prendermi cura di me. Gli effetti profondi delle pratiche che ho incontrato (inizialmente lo Shiatsu, poi altre discipline del benessere, yoga e Qi Gong) mi hanno portato prima a desiderare di conoscerle meglio, e poi a volerli condividere.
Ho quindi completato il percorso di operatore Shiatsu con Accademia Italiana Shiatsu-Do ed in seguito le 500h di formazione per insegnanti yoga con Soloyoga, ma è soprattutto grazie agli insegnamenti di Matthew Sanford e al suo lavoro per la diffusione dello yoga e dei suoi principi rivelatori a chiunque, e in particolare a persone che vivono con traumi e disabilità, che il mio percorso ha preso la forma che ha oggi.

Perché City ZEN?
Per l’idea di un gruppo di operatori di discipline diverse che lavorano nello stesso luogo, condividendo non solo gli spazi, ma anche conoscenza ed esperienze, tra di loro e con le persone che lo frequenteranno, e per il fatto che City ZEN abbia scelto di devolvere i proventi del centro con Fondazione Rava e con le realtà che sostiene. Credo sia uno dei punti forti di questa nuova realtà. È un progetto ambizioso, che ci sfida a superare le differenze e trovare nuove sinergie.