Dacia Dalla Libera

Medico chirurgo spec. Neurologia, Medico esperto in Ayurveda
 
Perché Ayurveda?
Perché l’Ayurveda è la “Scienza della Vita”, una medicina millenaria che si occupa non solo di curare sintomi e patologie, ma di prevenire le malattie e di mantenerci in salute. In realtà tutto inizia dallo yoga, che pratico sin dall’adolescenza, poi, nel 2004, durante la mia formazione come Medico e Chirurgo, feci la mia prima esperienza come volontaria in India, a Dharamsala, entro in contatto con la Medicina Tibetana, venendo profondamente rapita dal fascino della diagnosi del polso, del potere curativo delle erbe, della possibilità di curare la persona nella sua globalità: corpo, mente e spirito. Inizio a percepire le carenze del sistema medico occidentale che inizia a non bastarmi, per la sua fretta, la categorizzazione eccessiva e l’assenza di risposta a molte domande.
 
 
Qual è stato il tuo percorso professionale?
Mi Laureo in Medicina e Chirurgia presso l’Ospedale San Raffaele di Milano nel luglio 2007 con il massimo dei voti con una tesi sperimentale sulla Sclerosi Multipla. Inizio dunque la Scuola Quadriennale di Medicina Ayurvedica, sotto la guida del Dottor Antonio Morandi -Neurologo e Medico Ayurvedico, Direttore della Scuola di Medicina Ayurvedica Ayurvedicpoint di Milano- e subito l’amore per questa Medicina millenaria, centrata sulla persona, risuona in me. Mi diplomo con una tesi sulla Sclerosi Multipla, vista dal punto di vista dell’Ayurveda e contemporaneamente mi specializzo in Neurologia, con una tesi sperimentale sulla malattia di Alzheimer. Negli ultimi anni mi dedico sempre piu’ all’integrazione tra medicina occidentale e medicina ayurvedica, lavorando, oltre che in Italia, presso famose cliniche di neuroriabilitazione in Svizzera, come docente presso Scuole di Ayurveda e Yoga e frequentando corsi di approfondimento in Ayurveda e Pancakarma, presso la Clinica SNA Oushadala di Thrissur, in Kerala. Dopo aver partecipato come relatrice a diversi Congressi Europei di Medicine Non Convenzionali e di Medicina Integrata, e al Congresso Mondiale di Ayurveda a Delhi nel 2014 come unica donna europea, nel 2015 vinco il primo premio presso il XVII Congresso Europeo di Ayurveda (Birstein) con un lavoro di ricerca sull’effetto dell’Ayurveda nel trattamento riabilitativo dell’Ictus Ischemico: solo un piccolo segno, che dimostra che dall’integrazione filosofica e pratica di due Scienze, otteniamo grandi risultati.
 
 
Perché City ZEN?
Perché per fare bene il medico occorre avere tempo, sedersi accanto ai pazienti, toccarli, ascoltarli dal cuore, lasciare che si ascoltino e si riscoprano. Occorre dunque un luogo adatto, caldo, senza odore di disinfettante, fretta e paura, un luogo dove la persona si senta anzitutto accolta, a casa. Ecco City ZEN. A City ZEN esiste un équipe pronta a lavorare con voi, per voi, e verrete avvolti da quella energia che altrove è difficile trovare.
 
 
Raccontaci di più
Il medico non è che un tramite per recuperare l’intelligenza del nostro corpo, del nostro cuore e della nostra mente, per potere ritornare a fare le scelte giuste per noi. Guarire (to heal) significa far risuonare l’integrità, la coerenza (health- da hal, intero, integro) in noi. Il presupposto è l’intimo accostarsi, a mente vuota e pieno ascolto, alla persona che, per un caso o una volontà, cerca in noi aiuto. Nella comune vibrazione, che ci fa riconoscere l’uno nell’altro, osservare il “suono momentaneamente dissonante” per accordare nuovamente lo strumento al Suono dell’Universo. Attraverso i guna (le qualità), empiricamente ascoltati, percepire gli eccessi. Nell’ascolto profondo dei tanmatra, avvertire gli stati potenziali (di malattia, come di guarigione). Nell’ahmkara e in manas intuire le deviazioni di comportamento e, dunque, le predispozioni alle patologie. Attraverso le relazioni nel micro e macrocosmo, ricreare l’armonia e la connessione con Atman.
 

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